Barrafranca, respinto dal consiglio comunale l’atto di censura nei confronti del sindaco Fabio Accardi. Il sindaco: “Non si ripeterà più la nostra assenza”

Barrafranca, respinto dal consiglio comunale l’atto di censura nei confronti del sindaco Fabio Accardi. Il sindaco: “Non si ripeterà più la nostra assenza”

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Quattordici i consiglieri comunali presenti in aula al momento del voto sull’atto di censura presentato da parte del M5S . Contro la censura hanno votato i 6 consiglieri di maggioranza che erano presenti ai lavori d’’aula: Danila Flammà, Fabrizio Ferrigno, Giovanni Patti, Michela Strazzante, Stella Strazzanti e Giuseppe Vetriolo. Ad astenersi l’indipendente Clorinda Perri. Il consiglio comunale straordinario era stato convocato su richiesta dei tre consiglieri comunali Pentastellati Katia Baglio, Alice Crapanzano e Alessandro Tambè. La richiesta di convocazione perché il sindaco e l’amministrazione comunale erano stati assenti dai lavori d’aula il 29 e il 30 settembre scorsi. Ad apertura dei lavori, Sandro Tambè ha detto: “Un atto di censura perché l’assenza del sindaco è molto grave. Il primo cittadino e l’amministrazione comunale, con quelle assenze, non hanno rappresentato la città”. Giovanni Patti, sulla dichiarazione di Indipendenza di Clorinda Perri, ha detto: “Con la collega Clorinda Perri siamo stati leali e non ci sono stati problemi”. Vanessa Alessi Batù: “Pur facendo parte del Pd, da oggi prenderò le decisioni del caso di volta in volta”. Il consigliere Fabrizio Ferrigno ha preso atto della situazione secondo cui la maggioranza è composta da sette consiglieri comunali. Il consigliere comunale di maggioranza e assessore Giuseppe Vetriolo ha detto: “Abbiamo votato no all’urgenza perché il 17 ottobre è in calendario un consiglio comunale. Se ne sarebbe potuto discutere in quella sede. Le dimissioni non si annunciano ma si danno. Sfido chiunque a presentare le proprie dimissioni per fare una operazione verità”. Dalla opposizione hanno risposto che le dimissioni dei consiglieri comunali sarebbero state presentate contestualmente a quelle del sindaco e della maggioranza consiliare. Dopo circa mezz’ora, è venuto a mancare il numero legale. Giovanni Patti ha chiesto ed ottenuto la sospensione dei lavori. Quando si è ricominciato, alle 22, ha preso la parola il sindaco Fabio Accardi. “Cosa ci stiamo a fare oggi qui? Perché tanta urgenza? Sarei forse scappato? Le spese del consiglio comunale di oggi si sarebbero potute evitare visto che lo stesso argomento si sarebbe potuto trattare il prossimo 17 ottobre”. “Forse ho sbagliato – ha continuato il sindaco di Barrafranca – a non essere presente. Vi assicuro che non si verificherà più”. E ha continuato: “Siamo qui per discutere dei problemi della città. Questi tecnicismi la città non li comprende. Il 30 settembre scorso i punti si potevano discutere e la seduta non veniva invalidata”. “Qui si lavora – ha continuato il sindaco Fabio Accardi – con la massima onestà a trasparenza. Se ci sono atti che questa amministrazione comunale sta trattando con ‘opacità’ mandateli alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti”. E ha continuato: “Stiamo mettendo in funzione il depuratore lato nord e lavorando al bilancio stabilmente riequilibrato. Sono atti difficili e da ponderare con attenzione“. “Amministrare – ha continuato il sindaco di Barrafranca – non è cosa semplice. Stiamo lavorando perché il nostro Comune riacquisti la normalità che non ha avuto per tanto tempo”. Il sindaco Fabio Accardi ha poi chiesto “uno scatto di orgoglio da parte di tutti per risolvere i problemi della nostra città. Non sono le dimissioni che risolvono i problemi”. E ha concluso: “Abbiamo trovato un situazione disastrosa e da quella siamo partiti”. Sandro Tambè, durante un suo ulteriore intervento, ha detto: “Non si può governare una città senza avere la maggioranza”. Sandro Tambè a nome del suo gruppo, i 5 Stelle, si ritiene soddisfatto. “La nostra non era campagna elettorale. Il consiglio comunale e la città hanno capito che c’è stato un vulnus e una ferita. Chi l’ha ferita lo ha riconosciuto”. E ha concluso: La città aspetta risposte. Lei avrà una opposizione che analizza tutti gli atti che lei compie. Tutti gli atti approvati dal consiglio comunale rappresentano dei tasselli importanti per la vita della nostra città”. A chiusura dei lavori, il consigliere di opposizione Salvatore Cumia ha chiesto al sindaco e all’amministrazione comunale di “togliere il disturbo” dato che i barresi non avranno nostalgia. GAETANO MILINO

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