ACCADDE… OGGI  1 Febbraio 1945

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Il partigiano Francesco Aleo, nome di battaglia “Sacco”, condannato a morte dai nazisti, viene fucilato a Tarcento (UD). Aleo, colpito alla spalla da una scarica del plotone d’esecuzione, cadere a terra e si porta la mano insanguinata sulla fronte fingendosi morto. Nemmeno il colpo di grazia riesce ad ucciderlo: la pallottola, infatti, gli rimane conficcata nella mano. Ripresosi dallo svenimento si allontana a piccoli passi con la complicità di un sacerdote, padre Celso, e degli uomini venuti per prendere le salme per trasportarle al cimitero, che ritardarono le operazioni di recupero. Accolto da alcuni contadini, cui dice di chiamarsi Salvatore Lupo, Francesco Aleo viene curato dal dottor Cossio e nascosto a casa delle sorelle Florit. Dopo varie vicissitudini e spostamenti per sfuggire alle ricerche, viene ricoverato presso l’ospedale civile di Udine e, successivamente può fare ritorno a Barrafranca. Decorato con Medaglia di Bronzo al Valor Militare. Nato a Barrafranca il 5 novembre 1914, muore a Bietinghem-Bissingen (nei pressi di Stoccarda) il 25 settembre 1986. (La foto è tratta da: Raimondi Cominesi Luigi: Sedici partigiani condannati a morte, A.N.P.I., 2005).

Salvatore Licata

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