Giuseppe Vetriolo, consigliere comunale del Pd: ” Costi del servizio idrico in aumento. Come mai il comune non rende fruibili i pozzi e le sorgenti di sua proprietà?”

Giuseppe Vetriolo, consigliere comunale del Pd: ” Costi del servizio idrico in aumento. Come mai il comune non rende fruibili i pozzi e le sorgenti di sua proprietà?”

- in Barrafranca, Politica

Rendere fruibili tutti i pozzi e le sorgenti di proprietà comunale e annullare due delibere di giunta in autotutela perché illegittime. A sostenerlo è il consigliere comunale Giuseppe Vetriolo che assieme ai consiglieri del Partito Democratico, Cumia e Alessi Batù e del Pdr Sicilia, Ferrigno, Flammà e Strazzanti hanno presentato al presidente del consiglio, Giovanni Di Dio un ordine del giorno sull’emergenza idrica a Barrafranca. Il comune è l’unico dell’ennese a non aver consegnato la gestione dell’acqua potabile alla società d’ambito AcquaEnna per cui le bollette pagate dai cittadini sono stati sempre contenuti. “ Considerato l’emergenza acqua in queste ultime settimane – afferma Vetriolo – nel nostro comune sta assumendo proporzioni tali da mettere in ginocchio intere famiglie, aree ed attività commerciali faccio presente a chi ci amministra che il nostro comune è di pozzi per l’ approvvigionamento idrico”.
Il comune è dotato di 6 pozzi/sorgenti per l’auto-approvvigionamento idrico, (pozzi Camatrice, pozzo campo sportivo, pozzo contrada Gurretta, sorgente Furma, sorgente Balatelle, sorgente Acqualonga) e che risultano inseriti nel piano di tutela delle acque Sicilia. Due pozzi, invece, risultano essere chiusi per valori oltre la norma dal servizio d’igiene dell’Asp di Enna. I pozzi, secondo i sei consiglieri comunali del Pd e Pdr, se messi a regime sarebbero nelle condizioni di fornire circa 20/25 l/s di acqua ossia i 2/3 del fabbisogno giornaliero e che la restante porzione circa 1/3 potrebbe essere fornita da SiciliAcque con un notevole risparmio per l’ente ed i cittadini. Allo stato attuale il comune acquista i 2/3 dell’acqua destinata al fabbisogno giornaliero da SiciliAcque con un costo complessivo annuo di circa 820 mila euro. Ma le critiche arrivano all’attuale amministrazione Accardi dato che ha approvato due delibere di giunta, la prima (n. 2 del 19 gennaio e che per i firmatari dovrebbe essere deliberata dal consiglio comunale) che evidenzia la convenzione con SiciliAcque per la fornitura di acqua potabile mentre la seconda (n. 32 del 15 settembre del 2016) è inerente all’adeguamento delle tariffe per i servizi di acquedotto. “ Si contesta l’illegittimità delle due delibere di giunta e la revoca in autotutela – continua Vetriolo – perché oltre a continuare a pagare un salasso come quello di SiciliAcque l’amministrazione comunale su proposta del vicesindaco Nicolosi ha deliberato, invece di fare una programmazione di tipo diverso come la ricerca idrica, l’adeguamento delle tariffe per i servizi di acquedotto, fognatura e depurazione e quindi l’aumento dei costi del servizio idrico”. I consiglieri comunali firmatari propongono di rendere fruibili i pozzi e le sorgenti di proprietà comunale per garantire un servizio necessario ed imprescindibile per tutte le famiglie.

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