“20 ANNI INSIEME”: la festa del volontariato dell’Amico Soccorso “A. Ingala”

“20 ANNI INSIEME”: la festa del volontariato dell’Amico Soccorso “A. Ingala”

- in Associazioni

BARRAFRANCA. Lavoro, dedizione, spirito di sacrificio e vita di gruppo. Sono questi alcuni valori interiorizzati dall’associazione Amico Soccorso “A. Ingala” del presidente Gaetano Bernunzo che proprio lo scorso fine settimana ha festeggiato il primo ventennio di attività. “20 anni insieme” è stato, infatti, lo slogan attorno al quale si sono raccolti circa 70 partecipanti e tante associazioni omologhe, provenienti da ogni angolo della Sicilia, per onorare insieme quello che viene riconosciuto come uno dei migliori fiori della società civile contemporanea: il volontariato.
Dodici, infatti, le associazioni, che hanno risposto all’appello del presidente Bernunzo: il campo è stato frequentato dalle delegazioni della “P. A. Sicilia Soccorso” di Piazza Armerina, “Angeli del Soccorso” di Trapani, “Volontariato Ypsigro” di Castelbuono, “Associazione Volontari Aurora” di Caltavuturo, “INSFOPD” di Palermo, “ONVGI” di Agira, “Eligiò Soccorso” di Gela, “Nebrodi insieme per aiutare” di Rocca di Caprileone, “Monte La Stella” di Assoro, “P.A. Humanitas Onlus” di Trapani, “Rangers International” di Barrafranca.
Ormai noto è il lavoro dei volontari della Protezione civile, una rete fittissima lungo tutta la penisola, i quali sono riusciti a cambiare il volto del Paese, da più parti ormai paragonati agli angeli, che intendono la loro missione come dono. Operano, dunque, per recuperare uno spirito di comunità che, a volte, sembra friabile, come quelle macerie che si sgretolano sotto i piedi di chi è andato a portare doni e conforto umano laddove anche i muri del cuore si sono sgretolati. Li abbiamo visti, infatti, i nostri ragazzi barresi operare durante il terremoto de L’Aquila e tra le macerie di Amatrice. E proprio a questo si è ispirata la mostra fotografica “Terremoto Centro Italia 2016” – un’esposizione itinerante allestita questa volta dai volontari A.n.v.a.s. Sicilia presso la sala Mons. Cravotta (Biblioteca Comunale) in piazza Fratelli Messina – dove volti, sguardi e disperazione si sono intrecciati con lo spirito di sacrificio dei nostri volontari.
«Da quel 24 agosto e dalla nostra visita in quei territori, molte cose ci sono rimasti nel cuore – ha detto il presidente Bernunzo – è per questo motivo che dobbiamo essere portatori di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, il nostro primo pensiero è rivolto alle vittime».
Ma, sebbene ci sia stato spazio anche per questo tipo di riflessioni, quella dello scorso weekend è stata una vera e propria festa, com’è nel loro stile: tra le attività svolte durante la tre giorni di festeggiamenti si evidenziano sei scenari, tra cui due importanti, come la simulazione del terremoto, ricreata presso lo stabile della Casa anziani di C.da Zotta, e quella della frana, simulata presso la zona del Belvedere. Originale anche il corso gratuito rivolto alle neo mamme, per imparare le manovre di disostruzione dei più piccoli.
L’Amico Soccorso – nato da un’idea di un giovane outsider scomparso prematuramente, Aldo Ingala, che venti anni fa sognava anche per Barrafranca un nucleo che già in altri paesi era diventato realtà imprescindibile e fondato, poi, ufficialmente l’8 ottobre 1996 – ha, infatti, negli anni affilato le proprie conoscenze e perfezionato il knowhow, tant’è che viene richiesto dalla centrale operativa regionale in ogni occasione d’emergenza.
«Vent’anni insieme, con una squadra di giocatori che ha imparato a giocare insieme, sostenendosi in ogni momento della partita. È stata una bella avventura, fatta di persone con carattere, competenze, personalità, stili diversi» ha ricordato durante la festa di chiusura il presidente.
E adesso? «Adesso bisogna continuare la nostra missione quotidianamente, seguendo lo spirito di gruppo che ha caratterizzato questi giorni e far sì da coltivare progetti lungo il corso dell’anno» afferma il giovane Liborio Paternò, tra i veterani volontari dell’Amico Soccorso. «Sognai, e vidi che la vita è gioia; mi destai, e vidi che la vita è servizio. Servii, e vidi che nel servire c’è gioia…» è la frase che campeggia nella targa donata all’associazione dalla famiglia Ingala.

 

Rosa Maria Ciulla

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