Via agli scavi: alla ricerca del Teatro greco-romano di Agrigento

È di pochi giorni fa la notizia annunciata dal “Corriere della Sera” sulla scoperta di un teatro greco-romano ad Agrigento. Non è ancora ufficiale ma «la conca c’è, il primo gradone della cavea gira perfettamente… tutto sembra iscritto in un ordine urbanistico perfetto» rivela il direttore del Parco archeologico di AgrigentoGiuseppe Parello. Dunque pare che sia stata finalmente individuata la zona esatta del sito dopo una lunga ricerca che ha coinvolto tanti studiosi.
Il 10 ottobre è previsto l’inizio degli scavi, che dureranno due mesi e interesseranno gran parte dell’area dove sorgeva l’antica città diAkagras. Sarà possibile grazie ai 6 milioni stanziati per il Parco agrigentino, compresi nel pacchetto di finanziamenti da 5,7 miliardi totali del “Patto per la Sicilia“, siglato qualche giorno fa dal premierRenzie dal governatoreCrocettadurante la cerimonia tenutasi proprio accanto al Tempio della Concordia.
Si parla di questa, come la scoperta archeologica più attesa, di questo grande teatro situato in una posizione tale da rendere ancora più ricca e monumentale l’interaValle dei Templi. La cosa curiosa è che si trovi vicinissimo agli uffici della sovrintendenza e al museo: era lì, non verso nord, dove continuavano a cercarlo, ma verso sud.
Dopo anni ed anni di ricerche senza mai scoperte: già a metà del ‘500 si parlava dell’esistenza di un grande teatro antico; negli anni trenta del ‘900 si iniziò a scavare in una zona a nord di San Nicola ma non si trovò nulla che somigliasse ad un teatro e per un periodo si fermarono tutte le ricerche.
Tra gli anni ottanta e novanta si ricomincia nuovamente a discutere del teatro. Dagli scavi però non si rinvenne nessuno dei resti di un teatro, ma in compenso venne alla luce una grande piazza porticata dentro la quale si trova un altro tempio di età ellenistico-romana.
Le ricerche nel frattempo passano nelle mani di un’equipe di studiosi condotti daMonica Liviadottidel Politecnico di Bari e daLuigi Caliodell’Università di Catania, i quali, dopo delle attente analisi, notano delle anomalie in una vasta area. Da lì decidono di fare un saggio di scavo per verificare l’eventuale presenza di reperti. Poco tempo dopo emergerà quello che sembrerebbe il più alto gradone semicircolare del tanto agognato teatro. Dunque, proprio in quella zona che apparentemente sembrava essere solo aperta campagna sicula, probabilmente si nasconde un altro grande tesoro sotterraneo.
Calogero Aquila





