Museo Regionale di Aidone

Museo di AidoneIl Museo Regionale di Aidone, sito in Largo Torres Truppia 1, si trova nel centro storico di Aidone (EN) nell’ex convento dei Padri Cappuccini. Nel 1984 fu adibito a sede museale, esponendo una selezione di reperti provenienti dalla vicina area archeologica di Morgantina. Il convento fu realizzato tra il 1611 e il 1613 sotto la reggenza di Padre Gregorio da Castrogiovanni. L’impianto architettonico originario comprende anche una chiesa, dedicata a san Francesco. Si accede al museo dalla chiesa di San Francesco la cui navata è in parte utilizzata come sala per le conferenze. Il museo illustra la storia di Morgantina dall’età del bronzo all’età romano-repubblicana. 20160412_104705La raccolta dei materiali esposti proviene dagli scavi condotti, dagli anni ’50 dalle missioni della Princeton University e poi dell’University of Virginiae e successivamente dalle Soprintendenze di Siracusa, Agrigento ed Enna. Il museo è suddiviso in diverse sale:

sale 1, 2 : introduttive con pannelli documentari e vista sul chiostro; sala dei pithoi
sale 3, 4: i santuari Nord e Sud e il santuario di C.da San Francesco Bisconti (degni di nota i busti votivi con decorazione policroma)
sala 5 : gli Acroliti
sala 6 : la dea
sala 7 : l’architettura pubblica (con la parziale ricostruzione della fontana monumentale)
sala 8 : le terme settentrionali (con ricostruzione grafica del fregio di Cibele)
sala 9 : gli Argenti della casa di Eupòlemos
sala 10 : l’insediamento preistorico e protostorico; Morgantina in età greca arcaica: l’abitato (da notare lo splendido cratere di Euthymides rinvenuto in un Museo di Aidone edificio probabilmente destinato al pubblico simposio) e le necropoli dai ricchissimi corredi.
sale 11 -12 : Morgantina in età ellenistico-romana: l’abitato, gli edifici pubblici, i santuari, le necropoli, le monete.

Tra tutti i reperti quelli più conosciuti sono gli acroliti di Demetra e Kore e la dea di Morgantina. Gli acroliti sono due teste, una coppia di mani e piedi, scolpiti in marmo, appartenenti a due statue di grandezza di poco superiore al vero, raffiguranti due dee sedute, affiancate, identificabili con Demetra e Kore. Gli acroliti, provenienti dall’isola di Tarso, sono databili intorno al 530 a.C. e furono ritrovati in alcuni sacelli in contrada S. Francesco Bisconti presso Morgantina. Le statue, di cui rimangono i frammenti esposti, erano eseguite nella tecnica acrolitica, con le estremità (testa, mani e piedi) realizzate in marmo e innestate su un corpo di legno rivestito di stoffa. Museo di AidoneEntrambe le teste sono incomplete, mancanti della capigliatura. Da notare il vuoto delle cavità degli occhi, che dovevano essere riempite con occhi di vetro e ciglia di bronzo.

La Dea di Morgantina, alta m.2,20, si presenta con il corpo molto armonioso ed evidente sotto il panneggio. Per le parti nude del corpo – viso e braccia – è stato utilizzato marmo bianco dell’isola di Paro, per impreziosirla ulteriormente. La tecnica di lavorazione che abbina materiali di diversa consistenza e provenienza è la “pseudo-acrolitica”, già sperimentata in Magna Grecia e soprattutto in Sicilia, anche per la realizzazione delle metope  del tempio E di Selinunte (450 a.C.). Mancano sia i capelli, sia il copricapo sia il piede e il braccio sinistro. Che sia Afrodite, o Demetra o Kore, ciò che colpisce è la bellezza, la sontuosità della statua, il suo atteggiamento sereno ma risoluto, nell’atto di avanzare verso qualcosa o qualcuno. Rappresenta appieno l’idea classica della bellezza femminile.

Orario apertura: tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.30 (ultimo ingresso visitatori alle 19.00)

Rita Bevilacqua

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