Versa caparra per acquisto auto: il contatto è avvenuto tramite internet ma poi si rivela una truffa

Versa caparra per acquisto auto: il contatto è avvenuto tramite internet ma poi si rivela una truffa

Giudice monocratico condanna l'imputato. La truffa avviene ai danni di un barrese mentre chi aveva proposto la vendita è un cittadino di Monza

Avrebbe messo in vendita su internet una Mercedes “Classe A” usata al costo di 3 mila e 500 euro, facendosi dare una caparra di 125 euro per bloccarla. Presi i soldi, però, avrebbe smesso di rispondere al telefono. Per questo, con l’accusa di truffa, è stato condannato un cittadino di Monza, Fabio Spagnuolo, 39 anni. La condanna è di 10 mesi e 250 euro di multa. Il giudice monocratico Marco Lorenzo Minnella gli ha concesso la sospensione condizionale della pena, subordinandola però al pagamento del risarcimento dei danni nei confronti della sua presunta vittima, un barrese. Oltre a restituire i 125 euro, dovrà pagarne altre 375 euro per il cosiddetto “danno non patrimoniale” ovvero “la sofferenza soggettiva e i danni derivati dal reato”. La condizionale, in pratica, dipenderà dal pagamento di 500 euro alla persona offesa, che si è costituita parte civile. In più l’imputato è stato condannato a rifondere le spese di costituzione a giudizio, ovvero 915 euro più tasse e oneri. Le motivazioni della sentenza sono state gia depositate. Il giudice ha ricostruito come per la giurisprudenza della Cassazione le rassicurazioni date telefonicamente o via email da un venditore integrino il reato di truffa “trattandosi a tutti gli effetti di mendacio”. In pratica il barrese, dopo aver visto l’annuncio su internet ” contattò telefonicamente l’autore dell’inserzione al numero telefonico indicato per chiedere ulteriori informazioni”. L’imputato, dopo essersi presentato in quell’occasione, camuffando un pò le proprie generalità, avrebbe aggiunto ” che anche altri inquirenti erano interessati e che, pertanto, per bloccare l’auto sarebbe stato necessario versare una caparra”. A quel punto avrebbe dato il proprio codice fiscale e il numero della carta Postpay, chiedendo una ricarica di 125 euro. Lo stesso giorno, il barrese gli avrebbe chiesto di inviare i documenti per iniziare le pratiche relative al passaggio di proprietà del veicolo, ma lui avrebbe preso tempo”. E così per qualche giorno, fino a quando il numero non sarebbe divenuto “irragiungibile”.

 

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