La tradizione di visitare gli ALTARI DELLA REPOSIZIONE, chiamati popolarmente SEPOLCRI

IMG_2463Tra le tante tradizioni che caratterizzano i riti della Settimana Santa, oggi parliamo della tradizione di visitare gli ALTARI DELLA REPOSIZIONE, chiamati popolarmente SEPOLCRI. In ogni chiesa il pomeriggio del Giovedì Santo è allestito l’ALTARE DELLA REPOSIZIONE. Si tratta di una cappella della Reposizione (dal latino “repositorium” deporre), che ha il compito di custodire l’Eucarestia, per la comunione del giorno seguente, messa poi esposta in un tabernacolo per invitare i fedeli all’ adorazione. L’adorazione eucaristica inizia intorno al XIII secolo, quando Papa Urbano IV estende la festa del Corpus Domini a tutta la Chiesa.  Il tabernacolo provvisorio del Giovedì santo diventa allora un punto focale della devozione eucaristica. In questo contesto, con l’aggiunta di segni di tristezza ed emotività, come abolizione del suono dell’organo e delle campane, spogliazione dell’altare, IMG_2468il tabernacolo diventa il sepolcro, anche se ancora non si è celebrata la morte di Gesù. Alle celebrazioni liturgiche si sono aggiunti riti popolari, come “il giro dei Sepolcri” che, secondo alcuni studiosi, è nato dall’ intreccio di devozioni diverse: il pellegrinaggio alle sette chiese e la venerazione verso il Sacramento Eucaristico. Il pellegrinaggio alle sette chiese, nella sua forma originaria, è dovuto a San Filippo Neri, che il giovedì grasso del 1552, in opposizione ai festeggiamenti pagani del carnevale, istituì il giro delle sette maggiori basiliche romane. Col tempo, questa pratica acquistò un valore molto penitenziale, spostandosi da carnevale alla fine della Quaresima, il venerdì o anche il sabato e facendo memoria delle tappe di Gesù nel percorso della sua passione. Risale al Medioevo la cosiddetta “visita ai sepolcri”, mutuata dai pellegrinaggi che, da ogni parte d’Europa, andavano a visitare il luogo che accolse il corpo di Gesù, su cui era stata costruita la grande basilica costantiniana. Nel 1347 fra Nicolò da Poggibonsi nel suo Libro d’ Oltremare (scritto dopo il suo pellegrinaggio in Terrasanta del 1345-1350) lo descrive, e tali righe avranno una grande fortuna: «La chiesa dentro è umida e fredda e poco lustra… ma veramente egli è luogo da fare penitenza per l’anima». L’impossibilità di recarsi direttamente, indusse molte comunità alla fine del Medioevo a edificarne riproduzioni. Da qui le visite dei fedeli nel corso dei secoli.

Anticamente a Barrafranca la visita ai Sepolcri era fatta seguendo le confraternite da sepolcro a sepolcro,  intonando canti, lamenti e preghiere in dialetto barrese. Durante il giro dei sepolcri, era recitato un particolare rosario, il cui argomento sono “le cinque piaghe” di Cristo. La devozione alle “Cinque Piaghe” ha una storia molto lunga che va dal Medioevo fino ai nostri giorni. Trattandosi della passione di Cristo, a Barrafranca la coroncina era recitata la sera del giovedì santo durante la visita ai “sepolcri”, come preludio ai lamenti dell’indomani. Qui riportiamo la versione della signora Giuseppina La Zia, da me registrata qualche anno fa.

VISITA AL SEPOLCRO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Visita al Santo Sepolcro

  1. Per la Piaga della mano destra:

‘Ndi stu saburcu santu

c’è chiusu nostru Signuri.

Morsi ‘ncruci e patì tantu

ppi nuatri peccatura.

Ppi lu vostru santu sangu,

pirdunatimi, o Signuri!

Padre Nostro che sei nei cieli… ecc.

Ave Maria piena di Grazia… ecc.

Gloria al Padre al Figlio… ecc.

  1. Per la Piaga della mano sinistra:

‘Ndi stu saburcu santu

c’è chiusu nostru Signuri… ecc.

 

  1. Per la piaga del piede destro:

‘Ndi stu saburcu santu

c’è chiusu nostru Signuri… ecc.

 

  1. Per la piaga del piede sinistro:

‘Ndi stu saburcu santu

c’è chiusu nostru Signuri… ecc.

 

  1. Per la Piaga del costato di Nostro Signore Crocifisso:

‘Ndi stu saburcu santu

c’è chiusu nostru Signuri… ecc.

 

Offerta:

Ecco! Oh mio amato e buon Gesù che,

alla Santissima vostra presenza,

prostrata vi prego di stampare nel mio cuore

sentimenti di Fede, di Speranza, di Carità e di Dolore dei miei peccati.

Di non offendervi mai più,

mentre vado considerando ciò che disse di Voi il Santo Profeta Davide:

mi hanno traforato le mie mani e i miei piedi

e mi hanno contato tutte le mie ossa.

E mi propongo di fuggirne l’occasione.

Signore misericordia perdonatemi.

Oh, Maria Addolorata, colomba immacolata

ai piedi della Croce prega Gesù per noi.

Ave Maria piena di…ecc. (Si ripete per tre volte)

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo … ecc. (si ripete per tre volte)

Credo in Dio Padre Onnipotente… ecc.

Salve Regina, Madre Misericordiosa.. ecc.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

Tratto dal libro SETTIMANA SANTA A BARRAFRANCA di Rita Bevilacqua, edito nel 2014 da Bonfirraro Editore

Rita Bevilacqua

Previous Barrafranca andrà al voto per il primo cittadino e il consiglio comunale il prossimo 5 giugno
Next Gioiosa Marea: i reumatologi italiani a ‘Tu per tu’ con i cittadini