Il comitato degli agricoltori: ” Vogliamo pagare l’acqua ma non con cifre esagerate. C’è il rischio che molti abbandonino la campagna”

Il comitato degli agricoltori: ” Vogliamo pagare l’acqua ma non con cifre esagerate. C’è il rischio che molti abbandonino la campagna”

Agricoltura in ginocchio se non si apre l’acqua della diga Olivo. Ma a questo si aggiunge l’enorme esborso che gli agricoltori devono fare, in media circa 900 euro ad ettaro, affinchè possano avviare la stagione irrigua. Per gli agricoltori l’incontro di lunedì sera
nella sala conferenza “ Mons. Giovanni Cravotta” dove presente era il direttore del consorzio di bonifica, Gaetano Punzi, ha suonato campanello di allarme per una stagione che era incerta ma che ora si preannuncia difficile se qualcosa non si muove. Pochi giorni fa era arrivato l’assessore regionale all’agricoltura Antonello Cracolici (presente anche il deputato all’Ars, Mario Alloro) e si era parlato di un finanziamento di 250mila euro per la riparazione di una condotta fatiscente nella diga Olivo. Il problema del sistema irriguo nasce a monte dato che la Regione Siciliana ha tagliato i fondi al Consorzio di Bonifica in un momento in cui questo ente oltre alla crisi finanziaria deve sottostare ad una riforma e quindi ad un accorpamento, dove sono stati già costituti le due macro aree dei consorzi della Sicilia, quello occidentale e quello orientale. A Barrafranca era stato detto, dalla bocca di Alloro che il commissario del consorzio della Sicilia Orientale (dove è accorpato quello di Enna) sarà un ennese ma non è stata svelata l’identità. Al di la di questo il problema che urge è quello di dare l’acqua alle aziende che sono in ritardo per piantare gli ortaggi tanto che gli agricoltori hanno formato un comitato spontaneo per manifestare i propri diritti. Gli agricoltori barresi oltre a costituire un comitato spontaneo stanno studiando le prossime azioni dato che il settore si trova al collasso per cui si aspetta che una delegazione venga ricevuta dal commissario straordinario del comune Antonio Parrinello. Tra i tanti problemi gli agricoltori hanno riscontrato il bisogno di avere come interlocutore la Regione, o meglio l’assessorato regionale all’Agricoltura. Quello che gli agricoltori rivendicano (a gran voce lo ha detto anche il presidente provinciale della Coldiretti, Salvina Russo) è che la distribuzione acqua dovrebbe essere una procedura eseguita dalle istituzioni regionali senza che venissero ad interessare minimamente gli agricoltori i quali si vedranno aumentare le somme per il servizio irriguo. Secondo l’Anbi (associazione nazionale dei consorzi di bonifica) al livello nazionale se il costo medio della contribuenza irrigua (euro/ettaro) è 105 nel centro Italia e di 108 nel Nord Italia non si capisce come mai in Sicilia (dove Enna sarebbe la provincia dei laghi) il costo sia aumentato in maniera esponenziale: il costo medio annuale da circa 360 euro a ettaro è aumentato mediamente a circa 900 euro. Se ci manteniamo al Sud vediamo che alcuni contribuenti di Regioni pagano anche meno: in Sardegna, Cixerri (104 euro/ettaro) e Nord Sardegna (160); in Calabria: Bacini Ionio Cosentino (105) e Tirreno Vibonese (100); Campania Vallo della Lucania, Sannio Alifano (139) e Velia (59); e infine Molise con Larinese (30) e Piana di Venafro (132). Dati questi fortemente discordanti e da cui è partita una forte protesta da parte degli agricoltori barresi.

INTERVISTE AGRICOLTORI
“ Noi non vogliamo soldi vogliamo soltanto l’acqua per irrigare i nostri terreni. Come i politici si vantano dei nostri prodotti così si adoperino a far aprire i rubinetti e a dare la possibilità di ripartire agli agricoltori le somme giuste per il beneficio irriguo. Con queste somme ci stanno dicendo non piantate ed andatevene a casa”. Questo lo sfogo di un agricoltore, Salvatore Calcerano, presente all’ incontro animato nella sala conferenze del comune di lunedì sera. Gli agricoltori barresi assieme a quelli di Mazzarino hanno formato un comitato spontaneo “Agricoltori Acqua Diga Olivo 2016”. Elemento di discussione è stata anche la legge dell’Ars nel maggio 2015 che secondo alcuni ha penalizzato i diritti degli stessi agricoltori preservando enti o carrozzoni politici. “Abbiamo creato un comitato – afferma l’agricoltore Alessandro Crapanzano – per manifestare i tanti problemi che abbiamo in merito alla distribuzione dell’acqua della diga olivo. Siamo fieri quando ci dicono che siamo un esempio nel settore agricolo perché diamo anche posti di lavoro ma ci arrabbiamo quando non siamo tutelati dalla Regione. Noi abbiamo bisogno dell’acqua per dare sostegno alle nostre colture. Le aziende sono al collasso e abbiamo deciso di fare anche azioni forti”. Ma quale è la scure buttata addosso agli agricoltori barresi? Per usufruire del beneficio irriguo, secondo un contratto diverso dagli anni precedenti, ogni agricoltore deve pagare un’aggiunta del 2014 (40 euro), poi nel 2015 (80 euro più il saldo del 40%); poi i contributi dei beneficio idrico che vanno dal 2012 fino al 2015; e, infine, il pagamento di acqua che da 10 centesimi potrebbe passare a 14 centesimi al metrocubo. In diversi anni si sono verificati nell’invaso Olivo anche disservizi dato che l’acqua è stata sospesa e gli agricoltori hanno subito notevoli disagi per le colture. “ Sono tanti i problemi di chi svolge un lavoro in campagna – afferma il giovane Angelo Siciliano – aumentati durante gli anni e prima la Regione taglia i finanziamenti ai consorzi di bonifica mentre poi lo stesso ente carica le somme a noi contribuenti. E’ impossibile oggi sostenere queste spese. La Regione vuole per caso mandare via i giovani che si stanno impegnando in agricoltura?”. Una situazione a Barrafranca che non è delle migliori e potrebbe avere anche delle ripercussioni sociali.

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