I cittadini facciano la loro parte ma le istituzioni non dimentichino la comunità barrese: due elementi utili per ricostruire Barrafranca

“Le scuole sono presidi di legalità, luoghi di esercizio del senso civico, questa una delle loro missioni originaria. Non fosse che per questa ragione, garantire sempre a tutti un sereno svolgimento dell’anno scolastico diventa un’urgenza educativa e morale a cui nessuna autorità può abdicare. E così la catastrofe dell’immondizia è quasi un segno biblico della endemica precarietà di alcuni servizi fondamentali del paese e della sua crisi politica e istituzionale. Leggiamo di un paese disorientato ed esausto, un quadro a pezzi “senza colla, senza ganci e senza cornici”. Queste le parole di un barrese Fabio Russo che essendo rappresentante della Cisl scuola ha presentato l’istituzione scolastica come un baluardo da preservare ma la situazione di Barrafranca sta precipitando portando con se tanti problemi anche di natura sociale, politica ed economica. Il corteo di oggi che si è concluso in piazza, in un momento in cui non vi è neanche un referente al palazzo di città per le dimissioni del commissario Straordinario Pio Guida, ha rimarcato la volontà che qualcosa deve cambiare e l’aiuto deve arrivare dalle istituzioni come ad esempio la Regione Siciliana, che a quanto pare sta mostrando (è molto probabile) la sua scarsa attenzione alle problematiche di una comunità e di un ente che da dieci giorni non ha un commissario; questa “vacatio”  sta provocando una stasi amministrativa che condiziona anche una vita di una comunità. Pomeriggio da via Pio La Torre il corteo formato da cittadini di tutte le età tra cui molti studenti ha percorso le vie principali del paese mentre in viale Generale Cannada c’erano presenti una rappresentanza degli agricoltori con diversi mezzi agricoli per il problema della stagione irrigua che è incerta. Un corteo pacifico con la presenza di forze dell’ordine. All’iniziativa hanno partecipato diverse associazioni locali così come le scuole dove dirigenti e presidenti d’Istituto hanno inviato a diverse istituzioni, tra cui il Prefetto di Enna, un documento in cui si evidenzia la richiesta di uno svolgimento dei servizi essenziali. Questo perchè si sono create nelle settimane precedenti delle discariche a cielo aperto e i problemi di varia natura incombono. “Noi ci siamo” è lo slogan della manifestazione degli studenti, i quali hanno preso a cuore le sorti di Barrafranca. In piazza oltre a diversi interventi quella di due bambini i quali sperano in un ” paese più bello, pulito e fatto da persone educate e civili”. Per la mancanza di un interlocutore (commissario straordinario) uno dei partecipanti, Fabio Accardi la letto un documento da inviare direttamente alla Regione Siciliana. Tra le problematiche anche quella degli studenti pendolari i quali non hanno ricevono l’abbonamento mensile tanto che è a carico delle famiglie. ” Uno studente al mese costa per una famiglia 100 euro circa. E se una famiglia ne ha più di uno. Qui manca il principio del diritto alla studio”.

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