Nido di processionaria su un albero di pino ubicato nel cortile di una scuola

Domani una ditta specializzata lavorerà per la rimozione del nido

Il nido della nota processionaria presente nel cortile di una scuola verrà rimosso domani mattina. La conferma da parte del comandante della polizia municipale, Maria Costa la quale ha dato informazione che domani mattina dopo le 8,30 la ditta specializzata di Piazza Armerina rimuoverà il nido della processionaria di un pino secolare. La zona è inaccessibile e il dirigente dell’istituto comprensivo “Europa”, Filippo Aleo, in modo celere, ha inviato alle autorità competenti di risolvere al più presto la questione. La zona interessata viene frequentata dai docenti, dal personale Ata ma anche dagli alunni. Anche il commissario straordinario del comune Pio Guida ha ricevuto la comunicazione, così come ha avuto un colloquio direttamente con i due dirigenti degli istituti comprensivi. Anche i genitori degli alunni hanno atteso con impazienza l’azione definitiva che avverrà domani mattina. ” Domani il nido verrà rimosso da una ditta specializzata – afferma il comandante della polizia municipale, Maria Costa – e poi abbiamo fatto un sopralluogo in altri punti della cittadina e l’esito è negativo”.  Quella presente sul pino è una forma larvale della processionaria che può avere effetti sanitari negativi su persone e animali che risiedono o frequentano la zona interessata da questa infestazione, in quanto i peli sono fortemente urticanti e pericolosi al contatto sia cutaneo che alle mucose degli occhi e, infine anche alle vie respiratorie. Un “allarme” che rientrerà domani dopo la rimozione del nido (che si vede ad occhio nudo da oltre 50 metri) presente in un albero di pino secolare.             La processionaria del pino è una farfalla che allo stadio larvale, comunemente chiamato “bruco”, si nutre degli aghi di pini, cedri ed altre conifere, costruendo sulla chioma delle piante grossi e vistosi nidi biancastri. I bruchi della Processionaria del pino sono provvisti di peli urticanti e di norma raggiungono la maturità tra fine febbraio ed aprile (quindi il comune barrese ha dato le direttive grazie ad un’azione preventiva), quando abbandonano definitivamente i nidi scendendo dalle piante in lunghe “processioni” (da qui deriva il nome comune dell’insetto) in fila indiana, per andare ad interrarsi ad alcuni centimetri di profondità, dove si trasformeranno in farfalle durante l’estate.

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