La festa del Patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales. Il vescovo Gisana: ” Chi informa deve porre l’accento sul rispetto dell’altro”.

La festa del Patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales. Il vescovo Gisana: ” Chi informa deve porre l’accento sul rispetto dell’altro”.

Il vescovo Gisana ha incontrato alcuni giornalisti della diocesi e riflettendo sul messaggio di Papa Francesco


“Una comunicazione che tende al rispetto dell’ altro tramite l’ascolto, la condivisione, il confronto e l’accoglienza”. Queste le parole del vescovo Gisana durante l’incontro organizzato nei locali del nuovo Episcopio dove erano presenti diversi giornalisti della diocesi in occasione della festa del Patrono, San Francesco di Sales in questo anno Giubilare della Misericordia. Il vescovo Gisana ha commentato il tema ” Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo”, che è il titolo del messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali (8 maggio). L’incontro, come ogni anno, è stato organizzato da don Giuseppe Rabita, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali e del settimanale diocesano ” Settergiorni”. Dopo i saluti iniziali e la recita della “Preghiera del Giornalista” il vescovo Gisana ha voluto leggere il Messaggio del Papa alla luce del Salmo 85,11 (Misericordia e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno) concentrandosi sul binomio “Misericordia – Verità” e “Giustizia – Pace”: elementi questi essenziali per dare vita ad una vera comunicazione. ” La misericordia, che per esprimersi ha bisogno di gesti, va a braccetto con la verità – afferma Gisana – per cui l’incontro della coppia deve provocare un cambiamento e il miglioramento dell’azione. Per l’autore biblico la giustizia sarebbe determinata dalla coppia “misericordia- verità” e che quindi, con il miglioramento di un’azione che provoca cambiamento, produce la pace”. Il vescovo, ha poi applicato il messaggio di Papa Francesco, facendo riferimento anche ad alcune problematiche sociali. Ed ha posto ai presenti una domanda, in cui implicitamente appare la direzione di un comportamento da seguire per chi si occupa di informazione tenendo saldi alcuni principi di cui si fonda la fraternità cristiana: “Siamo convinti, quando descriviamo il male, di parlare male di un fratello?”. Quindi “scrivere” per chi si occupa di informazione significa dare le giuste attenzioni alle persone e dare la giusta rilevanza alla dignità dell’altro. “Voi siete una presenza importante del territorio – prosegue Gisana davanti ai giornalisti – un servizio dove l’atto comunicativo deve servire a migliorare. Chi scrive deve tener avere l’obiettivo di migliorare il contesto in cui si vive. A volte vi è difficoltà a trovare una soluzioni, manca la voglia di confronto ovvero la coppia Giustizia – Verità”.Anche don Pino Rabita, in un suo intervento, ha rimarcato un altro elemento importante sull’innovazione dei mezzi di comunicazione quali gli sms, le email, le chat e le reti sociali per cui è cambiato, rispetto al passato, il modo di “relazionarsi” e di fare informazione: di certo però, come riferisce Papa Francesco nel suo messaggio per la 50esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, occorre educarsi all’uso corretto di questi mezzi. Affrontati anche temi di grande attualità come l’accoglienza dei migranti a Piazza Armerina, che sta suscitando polemiche e contrapposizioni, e quello sulla raffineria dell’Eni a Gela. Il vescovo Gisana è solidale con gli operai di Gela tanto che sulla questione è emerso un dibattito secondo cui “la questione gelese della raffineria di Gela, relativa all’aspetto occupazionale, non è un problema di un territorio circoscritto (Gela, Niscemi, Butera) ma riguarda tutti, anche il territorio di Enna”. Infatti il problema occupazionale di Gela è da inquadrare in un orizzonte molto più ampio, e tra i possibili elementi da non sottovalutare è quello dei congrui ed eccessivi finanziamenti arrivati nel Sud dagli anni Sessanta fino agli anni Ottanta, i quali hanno creato un certo benessere ma, venuti meno in questo tempo di crisi economica, hanno dato anche un duro contraccolpo.

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