Ancora in azione a Barrafranca la banda dello “specchietto”

Ancora in azione a Barrafranca la banda dello “specchietto”

Occhio alla truffa con lo specchietto a Barrafranca, la più utilizzata sulle strade per spillare euro agli automobilisti. La modalità sembra essere sempre la stessa: si induce a pagare una somma per riparare al danno “presunto” all’auto del truffatore, anche se in realtà la rottura delle specchietto non è mai avvenuta. E’ accaduto ieri nel viale Signore Ritrovato dove un’auto nera, più volte segnalata in diversi mesi, (sembra si tratti di una Alfa Romeo 145 o 147 con tre persone a bordo, due uomini e una donna sui sedili posteriori), si sia accostato ad un conducente ed ha cercato di trovare una “vittima”. Ma la presunta “vittima”, conoscendo la truffa ha spedito la contestazione al mittente tanto che dopo una piccola discussione i truffatori sarebbero andati via senza il bottino. Alcuni mesi addietro anche un altro barrese sarebbe incappato in questa situazione, ma neanche a sentirne, avrebbe mandato a quel paese i truffatori. Si tratta di un trucco molto semplice che consiste nel far credere all’automobilista che la sua macchina, abbia involontariamente urtato il retrovisore dell’auto di chi sta mettendo in atto la truffa. La vittime della truffa a questo punto sentirà il rumore di un colpo secco molto forte sulla propria carrozzeria, di solito sulla fiancata, (provocato in realtà da una pallina o un bastone) dando l’illusione di un urto immediato. Subito si assiste alla scena che il conducente dell’auto (il truffatore) sostenendo che gli è stato rotto lo specchietto, indica lo specchietto retrovisore chiaramente già danneggiato e cercherà di convincere ad un esborso in denaro (100 o 200 euro) senza mettere di mezzo assicurazione o vigili. La vittima potrebbe essere convinta anche perché il truffatore potrebbe essere accompagnato da un testimone per cui spaventato paga, convinto di aver recato un danno, o chissà, per paura che dalla truffa ( o chissà) si passi alla rissa. Chi dovesse essere “vittima”, consigliano le molte associazioni di consumatori presenti nel territorio – di questi episodi restate all’interno dell’auto e con il cellulare chiamate le forze dell’ordine.

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