Museo Regionale della Ceramica- Caltagirone

Museo Regionale della Ceramica- CaltagironeMuseo Regionale della Ceramica di Caltagirone è ospitato in un originale edificio degli anni Cinquanta, in pietra calcarea, ubicato a ridosso della villa comunale ”Vittorio Emanuele”, villa che fu progettata nel 1850 da Giovan Battista Filippo Basile e completata nei primi del ‘900 con l’ingresso meridionale in stile liberty, opera dell’architetto Michele Fragapane. Nel 1965, dopo alcuni interventi di restauro, l’edificio venne inaugurato come sede museale. Il museo espone una vasta raccolta di ceramiche, circa 2.500 reperti. Dotato di ampi spazi espositivi e di ampie e illuminate vetrine, che permettono al visitatore di ammirare, in tutto il loro splendore, i reperti esposti, il museo è articolato in:

Museo Regionale della Ceramica- CaltagironeSezione del Mondo Antico, con ceramiche preistoriche, protostoriche, greche, siceliote e bizantine. La sala espone molti manufatti da Sant’Ippolito, Malatesta e Pille-Monte. Inoltre è visibile la grande tomba del V secolo a.C. rinvenuta in via Escuriales e il chiusino tombale in calcare con sfingi attergate e scena di danza funebre in rilievo, trovato nella necropoli di Monte San Mauro, del VI secolo a.C.

Patio riservato ai modellini di forni medievali. Sono visibili le riproduzioni in scala di due delle quattro fornaci medievali rinvenute nel 1960 ad Agrigento (modellini del prof. Antonino Ragona.).  La prima fornace è del periodo arabo, la seconda d’epoca angioino- aragonese.

Museo Regionale della Ceramica- CaltagironeSezione medievale. Nella sala sono esposte ceramiche siculo-arabe dal X al XV secolo. Fra le più antiche quelle ben documentate rinvenute a Ortigia, nell’area del Tempio d’Apollo, dove si trovavano fornaci per la produzione ceramica in età medievale.

Ceramica rinascimentale. Sono esposte maioliche per la mensa o per la conservazione dei cibi e decorate in blu, blu e verde o blu e giallo, prevalentemente di produzione di Caltagirone; coppe e ciotole con motivi vegetali e floreali e numerose maioliche del XVII secolo.

Ceramica barocca. Si trovano anfore da sacrestia e acquasantiere con applicazioni plastiche, del XVII secolo con soggetti vegetali, animali e piccole figure di santi.

Grande sala con panoramica di tutta la maiolica siciliana dal XVII al XIX secolo. Nelle vetrine pregevoli vasi, albarelli, bombole che raffigurano angeli, santi, stemmi e profili femminili. Pregevoli lucerne antropomorfe e maioliche con decorazioni in smalto blu turchino. Inoltre troviamo pavimenti maiolicati, grandi vasi ornamentali in maiolica e mattonelle smaltate segna porta. Bellissimi gli originali scaldamani in maiolica del XVII secolo a forma di pesce o di tartaruga. Infine, ceramiche d’autore, fra cui le terrecotte settecentesche di Giacomo Bongiovanni (1772-1859): la Natività, la Bottega del Ciabattino, lo Zampognaro e i Suonatori Ciechi. Il presepe di Giuseppe Vaccaro Bongiovanni e il gruppo in terracotta raffigurante una lite fra nuora e suocera. Completano l’esposizione altri gruppi figurati di Giuseppe Vaccaro e di Giuseppe Failla, in particolare l’opera raffigurante San Giacomo Maggiore Apostolo.

Orario apertura: Aperto tutti i giorni da lunedì a domenica dalle ore 9.00 alle ore 18.30.

Rita Bevilacqua

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