Gli alunni delle scuole medie “Don Milani” e “G. Verga” hanno partecipato all’evento LIBRIAMOCI. LETTURE AD ALTA VOCE

1c8a59fd-ff6d-4b32-a4ba-1a578c4ee7abLunedì 21 dicembre 2015 nell’aula monsignor Cravotta della Biblioteca Comunale di Barrafranca (EN), si è svolto il secondo incontro dell’evento LIBRIAMOCI. LETTURE AD ALTA VOCE, cui ha partecipato una rappresentanza dei ragazzi della scuola media “Don Milani” dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” e 5 ragazzi di ogni classe prima della scuola media “G. Verga” dell’Istituto Comprensivo “Europa”. Quest’incontro fa parte della manifestazione LIBRIAMOCI, promossa nell’ottobre 2015 dal MIBACT e dal MIUR. La Biblioteca Comunale di Barrafranca aveva aderito con l’evento LIBRIAMOCI. LETTURE AD ALTA VOCE, diretto agli alunni di età compresa tra i 5 e i 15 anni. Per programma, gli alunni della scuola secondaria di primo grado dovevano partecipare all’evento il 27 ottobre, che per imprevisti, non si è svolto ed è stato spostato a lunedì 21 dicembre. Gli alunni, alla presenza degli insegnanti e della signora Lucia Collerone, dipendente della biblioteca, hanno assistito alla lettura del racconto “A bedda da stidda d’oro”, tratto dalla raccolta di “Fiabe, novelle e racconti popolari siciliani” di Giuseppe Pitrè, letto e interpretato da 6fc262b1-f96e-4b94-96c3-f48e945e4768Graziana Maniscalco, attrice del Circuito Teatrale Siciliano-Gruppo Iarba/Gria Teatro, con sede a Catania. Ad accompagnare la Maniscalco il marito Nino Romeo, drammaturgo, attore e regista, oltre che direttore della Compagnia Gruppo Iarba di Catania.  Prima di ascoltare il racconto, il Romeo ha spiegato ai ragazzi la differenza tra lingua italiana e il dialetto siciliano, mostrando le molteplici sfaccettature del nostro dialetto . Il racconto non è altro che “u cuntu” che una volta le nonne raccontavano ai nipoti, scritto in un siciliano “stretto”, antico, quello che si parlava tanti anni fa e sconosciuto alle generazioni moderne. Difatti molte parole siciliane contenute nel racconto sono state di difficile comprensione, anche perché molti termini dialettali ormai sono sconosciuti ai giovani alunni. La comprensione del racconto è stata agevolata dalla “recitazione del testo”, ossia dai gesti e dalla mimica che l’attrice fa seguire alla lettura. E’ stato un momento interessante, culturalmente stimolante, che ha tenuto i ragazzi attenti e silenziosi, affascinati dalla coinvolgente lettura  e dalla scoperta di nuovi termini siciliani.

Foto: Lucia Collerone

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