“Il Delitto Sicilia”… Chi ha ucciso l’Isola?

“Il Delitto Sicilia”… Chi ha ucciso l’Isola?

Chi ha ucciso la Sicilia? Ce lo svela, questo Natale, Salvatore Grillo nel suo romanzo storico “Il Delitto Sicilia – Operazione Vulcano” che compie per Bonfirraro editore un’importante revisione storica nella sua opera prima.

Il periodo in questione è il lasso di tempo che va dal 1945 al 1948; il luogo, manco a dirlo, la regione Sicilia.

In questo romanzo storico l’autore, eletto quattro volte consecutive all’ARS e due volte alla Camera dei Deputati, fa luce sugli avvenimenti che, dopo la seconda guerra mondiale, condussero la regione Sicilia a promulgare lo Statuto Speciale Siciliano nel 1946 e a perdere l’iniziativa indipendentista che fino a qualche anno prima l’aveva animata.

Il protagonista del libro è un giornalista di origini siciliane che, dopo aver ricevuto una “soffiata”, torna nel suo luogo natale per cercare le risposte ad alcune domande. Attraverso documenti storici, testimonianze e il lungo dialogo con lo zio Giacomo Monterosa, il reporter scopre un complotto internazionale risalente all’alba della prima Repubblica che ha una sola vittima: la Sicilia.

Alla fine del secondo conflitto mondiale, la politica internazionale ridisegnò Stati e confini; gli alleati imposero nella regione siciliana un governo provvisorio (Amgot) che dovette fronteggiare le istanze separatiste: il partito all’epoca contava 500 mila iscritti contro le poche migliaia di altri partiti. Nacque così, come spiega il sottotitolo, “l’Operazione Vulcano”, cioè la decisione di neutralizzare focolai separatisti.

Il 17 giugno 1945, in uno scontro a fuoco con i carabinieri, venne ucciso il professor Antonio Canepa, leader indipendentista, capo dell’Evis ed anche ex esponente politico del Partito comunista in Sicilia. Canepa, infatti, prese le distanze dal PCI quando capì che il segretario generale Togliatti non avrebbe più sostenuto, in omaggio alle direttive di Mosca, le lotte separatiste.

A questa vicenda si legherebbe, poi, l’attentato allo stesso Togliatti che Antonio Pallante compì il 14 luglio 1948. Quest’ultimo, ritenuto dai giornali un qualunquista o un sostenitore di estrema destra, fu in realtà uno studente di Canepa: che avesse voluto vendicare il suo professore? Certo è che il trattamento riservato a Pallante dopo l’attentato è singolare: fu condannato per soli sette anni (dei quali solo due effettivamente scontati) e una volta scarcerato fu assunto come guardia forestale (un impiego pubblico).

Un premio per il silenzio sulle reali motivazioni che lo avevano spinto ad attentare alla vita di Togliatti? Ma allora c’è veramente un nesso tra l’attentato e la causa separatista? E qual è la vera causa dell’uccisione di Canepa?

Grillo Morassuti non può dare risposte, ma con questo romanzo realizza un’appassionata difesa dell’Autonomia siciliana in una fase in cui essa è pesantemente oggetto d’attacchi

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