01 novembre: festa di TUTTI I SANTI

Il 01 novembre il calendario liturgico festeggia “Tutti i Santi”. In un unico giubilo di festa la Chiesa ancora pellegrina sulla terra, venera la memoria di coloro della cui compagnia esulta il cielo, per essere incitata dal loro esempio, allietata dalla loro protezione e coronata dalla loro vittoria davanti alla maestà divina nei secoli eterni.

La festa si diffuse nell’Europa latina nei secoli VIII-IX.  Già nel mondo romano troviamo una festa simile a tutti i santi: la festa in onore di Pomona, dea dei frutti, dove si salutava la fine del periodo agricolo produttivo e si ringraziava la terra per i doni ricevuti. I giorni per il festeggiamento cadevano in un periodo che si collocava tra la fine del mese di ottobre e i primi giorni di novembre. Anche la cultura Celtica festeggiava il passaggio dalla notte tra il 31 ottobre e il 01 novembre. Questa notte era chiamata, nella cultura celtica, Nos Galan-Gaeaf, cioè notte delle calende d’inverno, ed era il momento di maggior contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Con l’affermarsi del cristianesimo, al significato di questa festa, prettamente agricola e pagana, se ne sovrappose un altro prettamente spirituale e religioso. Nel significato religioso si voleva commemorare il mondo dell’aldilà o il mondo della morte il cui significato è fatto risalire proprio al Samhain dei Celti. (Maria Rosaria Piccini, Il tempo della festa tra religione e diritto, Cacucci Editore).  L’antropologo James Frazer nella sua opera “Il ramo d’oro” mostra come la chiesa abbia scelto questa data per sostituire la festa celtica denominata “Samhain”, ossia festa del nuovo anno (per i celti con l’estate finiva l’anno e il 1 novembre iniziava un anno nuovo), festeggiata appunto il 1 novembre. “Così a Ognissanti uomini mascherati andavano in giro cantando, nella lingua locale, una canzone detta Hogmanay che cominciava: Stanotte è il primo dell’anno. Hogunnaa! Nell’antica Irlanda si accendeva ogni anno un fuoco nuovo alla vigilia di Ognissanti o di “Samhain”. Tale uso è il forte indizio che “Samhain” o Ognissanti fosse il loro Capodanno.” (J.G. Frazer, Il ramo d’oro, Bollati Borinchieri, 2013, pag. 768).  Nel VII secolo, con l’avvento al soglio pontificio di Papa Bonifacio IV si tentò di andare oltre e cambiare la festa pagana in festa cristiana dandone così un significato puramente religioso. Per togliere ogni residuo di paganesimo, l’idea originale fu quella di abolire la festa pagana, decisione però che avrebbe scatenato le ire del popolo ancora molto ancorato alle antiche tradizioni. Si optò quindi per la compensazione e il giorno di festa religioso fu chiamato Tutti i Santi, giorno in cui poter onorare i santi e che cadeva il giorno 13 del mese di maggio. La conseguenza di questa decisione fu di avere due feste affiancate, una pagana e una cristiana. Circa due secoli più tardi, e più precisamente nell’835, Papa Gregorio IV fece coincidere la data della festa cristiana con quella pagana per diminuire ancor di più il peso dell’antico culto pre-cristiano.

A Barrafranca è usanza di andare al cimitero a trovare i propri defunti, anticipando così la visita tipica del 02 novembre. Per tutto il giorno è un andirivieni di persone, cariche di lumini, di fiori che si spostano da una parte all’altra del cimitero, ad accendere un lumino, a posare un fiore,  in quelle “fredde lapidi” che racchiudono le spoglie mortali dei nostri cari!

Rita Bevilacqua

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