Il vescovo Gisana agli atleti durante il Memorial Francesco Ferreri: “Saper spendere bene le proprie energie rischiando la verità”

Il vescovo Gisana agli atleti durante il Memorial Francesco Ferreri: “Saper spendere bene le proprie energie rischiando la verità”

Un messaggio di speranza quello arrivato dal vescovo della diocesi di Piazza Armerina durante lo svolgimento della gara di atletica che si è svolta all’interno di un circuito cittadino e dove ha visto la partecipazione di 400 atleti. Hanno partecipato anche gli alunni delle scuole in un momento di festa. La manifestazione dedicata a Francesco Ferreri, a cui ha partecipato il fratello Angelo è stato anche un momento di riflessione. Queste le parole del vescovo Gisana dirette ai partecipanti e alla comunità locale.

“Carissimi atleti,

questa competizione è speciale. Lo è certamente per la vostra partecipazione, ma lo è pure perché in tale circostanza ricordiamo un caro ragazzo che oggi potrebbe competere con voi: Francesco Ferreri. Correte per conquistare il premio, ma ancor più correte perché il vostro esempio di impegno e costanza possa lasciare il segno di una legalità che vince ogni forma di ingiustizia e omertà. Correte perché quel premio, che tutti potete conquistare per essere buoni vincitori, vale più di ogni cosa: esso riguarda la trasparenza nei rapporti, la forza del coraggio, la maturazione nell’affrontare la verità. Sì, sappiate essere coraggiosi, non tirandovi mai indietro nella gara della vita di fronte alla verità, l’unica virtù che rende liberi e dà stimoli ad una società che desidera e deve cambiare. La vostra forza atletica, commista a strategia sportiva, non dipende dalla possanza muscolare, bensì dall’onestà di competizione che nasce dalla consapevolezza di essere quelli che si è, accettando fino in fondo se stessi. Tale apertura prepara alla vittoria. Si vince infatti non con la forza, ma con l’astuzia di saper spendere bene le proprie energie. Occorre però conoscerle bene. Come è possibile conoscere se stessi? Rischiando per la verità. Essa mette a nudo le nostre incapacità, ma al contempo le sublima, favorendo il nascere di energie nuove e sconosciute. La vera forza, appunto, è quella che proviene dalla verità. Nella misura in cui accettiamo di collocarci sul piano della verità, siamo già dei vincitori, poiché la vittoria, quella vera, comincia dal coraggio di essere e non dalla paura di apparire. A voi, carissimi atleti, l’occasione buona per mostrare la verità di voi stessi. Di fatto accade così, mentre si corre. La prova fisica non può essere camuffata, se non dentro quelle finction che alla fine lasciano un vuoto profondo. Pensate, per esempio, a chi usa il doping. Costui non potrà mai conoscere chi è veramente: da dove proviene la sua forza e fin dove arriva. Così è chi vive da dopato nella società: i suoi rapporti sono sfasati, tendenti alla menzogna, e restano cristallizzati dentro quel vuoto etico che indebolisce la propria identità. Correte dunque per conquistare il premio della verità, vincendo ogni forma di dopaggio che è l’omertà e la menzogna”.

don Rosario                                                                                                                                                                vostro vescovo

 

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