Videosorveglianza a Barrafranca. Il vice capo della Polizia, Matteo Piantedosi

Da oggi Barrafranca ha 40 occhi che vigilano in più

Stato e comune insieme per una Barrafranca <>. Inaugurato ieri con una cerimonia l’impianto cittadino di video sorveglianza nella sede della polizia municipale di viale Signore Ritrovato dove è arrivato da Roma il vice capo della Polizia, il prefetto Matteo Piantedosi su invito del prefetto di Enna, Fernando Guida. A fare gli onori di casa il sindaco Salvatore Lupo e i componenti dell’amministrazione locale. Presenti anche i vertici di autorità civili, militari e religiosi del territorio tra cui il questore di Enna, Ferdinando Guarino, il comandante provinciale dei carabinieri, col. Paolo Puntel, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, col. Giovanni Liistro e il vescovo della diocesi Rosario Gisana. L’incontro si è svolto nella sala udienze dell’ ex ufficio del Giudice di Pace. Il sindaco Lupo oltre a ringraziare tutti quanti hanno collaborato perché la videosorveglianza e <>. “ L’impianto di telecamere – rimarca il prefetto Guida – ha un duplice motivo fondamentale: il primo per esigenza di sicurezza della comunità e il secondo per poter aiutare la polizia e la magistratura a scoprire eventuali reati”. L’ impianto di videosorveglianza, che consta di 40 telecamere installate in aree nevralgiche del territorio urbano è stato realizzato nell’ambito del programma operativo nazionale “Sicurezza per lo sviluppo”, costato 219mila euro e illustrato dal responsabile Eugenio Diliberto. “ Da oggi Barrafranca – afferma Piantedosi – guadagna in termini di potenzialità e grazie alla tecnologia l’offerta di un servizio alla sicurezza dei cittadini al fine di emarginare le fattispecie criminose che rappresentano un grave ostacolo alla convivenza civile e produttività del lavoro. Non c’è dubbio che questo impianto è sinonimo di sicurezza, modernità e sviluppo”. Il vice capo della polizia Piantedosi, durante il suo intervento ha riferito che a livello nazionale, almeno il 50% dei reati vengono contrastati ed individuati attraverso la videosorveglianza. Hanno risposto all’invito dell’amministrazione diversi consiglieri comunali, i dirigenti della scuole locali e molte associazioni tra cui l’Aisla. Da registrare un piccolo “neo” in quanto Michele La Pusata, (consigliere comunale) e malato di Sla, non ha potuto utilizzare l’ascensore, mai attivato, e assistere all’incontro ma prima del taglio del nastro ha parlato dell’iniziativa sulla videosorveglianza con Gisana, Guida e Piantedosi. “ Dopo questa prima fase con questa inaugurazione – afferma il vescovo Gisana – speriamo di superare una seconda ovvero la vigilanza delle persone. La comunità barrese, come altre, deve sapersi educare vicendevolmente e sono il questo modo possiamo superare la grande questione dell’omertà”. Al termine dell’inaugurazione le autorità hanno fatto visita al cantiere di lavoro della “Casa di accoglienza per le donne vittime di violenza”, un bene confiscato alla criminalità organizzata.








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