Rifiuti radioattivi nell’ennese.

Rifiuti radioattivi nell’ennese.

Regalbuto: " Se la scelta sarà Agira o i paesi vicini sarà necessario promuovere un’azione forte in tutta l'isola".

Scorie che potrebbero essere dirottate in regioni italiane tra cui la nostra isola che è la candidata ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Una società la Sogin che si occupa di smantellamento di impianti nucleari italiani, avrebbe consegnato la mappa al ministero di Ambiente e Sviluppo Economico, tanto da aver aver individuato idoneo il territorio del centro Sicilia e precisamente una ex miniera di salgemma nel comune di Agira.
A darne notizia è il presidente delle miniere dismesse Urps, dott. Giuseppe Regalbuto.
Da quanto tempo ha ricevuto questa relazione sul deposito delle scorie in Italia? Da qualche mese ma prima di divulgarle ho voluto fare ulteriori ricerche e conferme, conferme che mi arrivano dai vari spot pubblicitari della Sogin e su molte reti di carattere nazionale.
Quali sono le regioni interessate? Sicilia, Calabria e Basilicata. Sarebbero queste le regioni italiane candidate ad ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi. la Sicilia sembra favorita purtroppo causa la grandezza del territorio.
Oltre a questi si è parlato anche di altre Regioni…… Si inizialmente anche di Puglia e Sardegna, ma nel proseguire le ricerche geologiche e tecniche sono state scartate per loro fortuna.
Quando si avrà l’ufficialità della notizia da parte degli enti preposti? Mancano ancora poche settimane e la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi) sarà resa pubblica, che confermeranno o smentiranno il lavoro della commisssione che mi onoro di presiedere
Ma come si è arrivati ad individuare i siti di queste Regioni? Gli esperti della Sogin, la società che si occupa dello smantellamento degli impianti nucleari italiani, incaricata di proporre la mappa, consegnata dall’Ispra ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo economico, avrebbero individuato un’ex miniera di salgemma nei pressi dei comuni di Agira, Leonforte e Nissoria, nell’Ennese.
Ma se la notizia di un sito del centro Sicilia dovesse trovare riscontro cosa potrebbe succedere? Se la scelta di Agira o dei paesi vicini sarà confermata, come sembra, sarà necessario promuovere un’azione forte in Sicilia. Non costruire ‘trazzere’, ma ergere barricate contro i governi che usano la Sicilia come una pattumiera dove non solo ci impediscono di produrre, ma vogliono inquinare il nostro suolo e la salute delle persone. Le miniere vanno usate per rilanciare l’economia siciliana, non per contenere rifiuti.
Dunque i 90 mila metri cubi di scorie nucleari italiane, derivate dallo smantellamento degli impianti nucleari e dalle operazioni di medicina nucleare, industriali e di ricerca, potrebbero arrivare presto in Sicilia? La scelta ricadrebbe su un’ex miniera di salgemma perché i depositi salini, per la loro bassa permeabilità, si prestano ad ospitare a lungo termine rifiuti nucleari.
Quanti siti sono stati studiati, esaminati inizialmente? In Italia sarebbero stati esaminati 45 giacimenti salini così suddivisi: 36 in Sicilia, 6 in Calabria ed 1 in Basilicata, Lazio e Toscana. I siti siciliani sarebbero tutti concentrati tra le province di Enna, Caltanissetta e Agrigento. In una prima fase di ricerca, per le caratteristiche morfologiche dei giacimenti, sarebbero risultati idonei ad ospitare le scorie 11 località siciliane: Regalbuto, Assoro-Agira, Villapriolo, Salinella, Pasquasia, Resuttano, Bompensiere, Milena, Porto Empedocle, Realmonte, Monteallegro. La miniera di Bosco non avrebbe superato il primo livello di esclusione per ridotta copertura superficiale, assieme ai bacini di Caltanissetta, Santa Caterina, Marianopoli, Belici-Mimiani e Mussomeli.
Come sono andati avanti con gli studi dei siti? Dopo la seconda fase dello studio, relativa ai requisiti d’isolamento dei giacimenti, sarebbero rimasti soltanto tre siti idonei: Assoro-Agira, Salinella e Resuttano. L’ex miniera di Pasquasia, su cui per lungo tempo hanno pesato sospetti di scorie depositate al suo interno, sarebbe stata esclusa perché non sufficientemente “isolata”.
Dott. Regalbuto, cosa consiglia? Non resta dunque che aspettare settembre, quando la mappa sarà resa pubblica, per sapere se sarà proprio l’ex miniera nei pressi di Agira la candidata siciliana ad ospitare le scorie di tutta Italia, dopo di che tutte le forze sociali, politiche, e l’intera popolazione deve fare muro a questa assurda richiesta e dobbiamo non solo impedire il deposito ma riutilizzare le miniere ai fini produttivi.

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