” La morte arrivò dal cielo” con i bombardamenti del 18 luglio 1943. Al comune barrese è stata assegnata la medaglia di bronzo al valor civile.

La testimonianza di un'anziana (allora aveva solo 9 anni) che sopravvisse ai bombardamenti

Barrafranca non dimentica i civili morti durante i bombardamento del 18  luglio  a distanza di 72 anni del secondo conflitto mondiale. Non passa inosservata, almeno per i parenti, questo giorno dove fanno dire una messa in suffraggio per chi perse con I bombardamenti la vita sotto le macerie. A distanza di pochi giorni del 10 luglio 1943 dove un nugolo di bombe (aviazione americana) colse di sorpresa la popolazione e l’edificio della Chiesa Madre e alcune abitazioni di via Vittorio Emanuele e di via Trieste e uccise 12 civili, dopo pochi giorni un altro bombardamento procurò un bilancio più grave dove la domenica del 18 luglio 1943 altre incursioni aeree (questa volta tedesche) con il lancio di altre bombe sul centro abitato ( quartiere Canale e chiesa Madre) provocarono altri 49 morti, numerosi feriti e ingenti danni al centro abitato. In questi due bombardamenti Barrafranca fu uno dei pochi centri che pagò un tributo altissimo di sangue (10 e 18 luglio) con 61 morti ed oltre 250 feriti. Il ricordo del bombardamento è rimasto indelebile nella memoria di chi lo ha vissuto: testimone oculare è l’ultraottantenne Maria Veloce che aveva solo 9 anni. La sua abitazione del vicolo Bonfirraro fu distrutta dalle bombe e sotto le macerie persero la vita il padre Leonardo (69 anni) e la sorella Carmela (20 anni). “ La morte era arrivata dal cielo. Le bombe distrussero l’abitazione della mia famiglia – afferma Maria Veloce – e tanto fu il pianto perché sotto le macerie morirono mio padre e mia sorella. Una tragedia familiare in cui servivano materassi e coperte e anche da mangiare. Avevamo perso tutto a cominciare dagli affetti di un padre ed una sorella”. I militari dell’ospedale da campo 22,  nel soccorrere i feriti seppellivano i morti anche se alcuni familiari, in uno stato di confusione, non poterono trovare i corpi dei loro congiunti. Dopo i bombardamenti del 10 luglio la gente si era rifugiata nelle campagne e già otto giorni dopo c’è chi era di ritorno nelle loro abitazioni con i mezzi di allora, i muli e i cavalli. Il 18 luglio era domenica ma mai nessuno pensava di un nuovo bombardamento. “ Erano le ore 12 e in poco tempo le bombe – continua Maria Veloce – distrussero il mio quartiere. Mentre giocavo sentii le urla dei feriti, vidi le macerie, i corpi dilaniati, l’odore acre, il fumo e la polvere e quella strana nebbia che sembrava avvolgere ogni cosa. E poi per tanti è soppraggiunta l’angoscia di aver perso qualcuno, di dover correre a casa senza sapere chi e cosa si sarebbe trovato. Struggente fu il pellegrinaggio di noi familiari che andavano, per chi ebbe questa fortuna, a riconoscere le vittime”. Il comune barrese ha ricevuto nel 2013 la medaglia di bronzo dal Presidente della Repubblica Italiana che è presente nello stendardo del comune esposto durante iniziative celebrative, ultima della quale quando arrivarono i resti mortali dopo 73 anni del soldato Salvatore Bellanti. La richiesta per una medaglia fu fatta nel 2009 da parte dello studioso di storia, Salvatore Licata al sindaco di Barrafranca a seguito delle numerose vittime civili di guerra che Barrafranca ebbe a pagare nel corso dei due bombardamenti del 10 luglio (12 morti) e del 18 luglio (49 morti) del 1943 con oltre 250 feriti. E’ presente un monumento dedicato ai 61 civili in una villa (vicino la scuola media Verga di via Toscana) però in preda dei vandali.


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