10-18 luglio 1943: cronistoria dei bombardamenti che colpirono BARRAFRANCA durante il  2° Conflitto Mondiale

10-18 luglio 1943: cronistoria dei bombardamenti che colpirono BARRAFRANCA durante il 2° Conflitto Mondiale

Barrafranca (EN). Oggi venerdì 10 luglio 2015 vogliamo raccontare una delle pagine più tristi della nostra storia: i bombardamenti che colpirono il paese durante la SECONDA GUERRA MONDIALE.

La notte fra il 9 e il 10 luglio 1943 la grande armata anglo-americana, costituita da ben 3.200 navi, si presenta davanti alla costa sud-occidentale della Sicilia dando inizio all’ operazione HUSKY ossia all’ invasione e successiva liberazione, della Sicilia. Le grandi unità impegnate appartenevano alla  7ª Armata statunitense, al comando del generale George S. Pattonche sbarcarono sulle spiagge di Gela, Licata e Scoglitti, mentre 8ª Armata britannica, al comando del generale Bernard Law Montgomery sbarcò sulle coste della Sicilia sud-orientale: tra Pachino e Siracusa. Entrambe riunite nel 15º Gruppo di Armate, sotto la responsabilità del generale britannico Harold Alexander.

Il pomeriggio di sabato 10 luglio si affacciano nei cieli di Barrafranca due caccia americani “Lightning”, i quali iniziano il lancio di un nugolo di bombe che coglie di sorpresa la popolazione e colpisce la Chiesa Madre, alcune case di Via Vittorio Emanuele e di Via Trieste, dove è gravemente danneggiata la locale centrale elettrica. Tragico è il bilancio di quella breve incursione aerea: dodici morti: sac. Calogero Marotta, Angelo Faraci, Pasquale D’Alessandro, Gaspare Baglio, Alessandra Di Dio, Liboria Marotta, Luigi Salamone, Maria Ingala, Salvatore Gulino, Salvatore Lupo, Carmelo Marotta, Salvatore Cravotta, e una decina di feriti che vengono curati presso l’ospedale da campo militare n. 22, allocato nei locali dell’ex Convento, diretto dal Capitano medico dottor Antonio Marinelli, coadiuvato dagli ufficiali medici dottor Borsati e dottor Candia oltre che da un gruppo di sottufficiali e militari. A seguito di questo primo bombardamento, intere famiglie, in preda al panico, si riversano nelle campagne cercando un rifugio, un riparo per sfuggire ad altri eventuali bombardamenti.

Mercoledì 14 luglio la 45ª Divisione americana “Thunderbird” del generale Tony Middleton entra a Mazzarino e si dispone per la marcia verso Barrafranca.

Venerdì 16 luglio, verso l’1.50 del mattino, il secondo battaglione, al comando del tenente colonnello Darrel Daniels, comincia a muoversi sulla sinistra della strada Mazzarino – Barrafranca e dopo circa 6 miglia, verso le 5.30, si allinea col primo battaglione, comandato da John Corley, che avanza sul lato destro. Alle ore 9.15, gli americani s’imbattono nella linea di difesa tedesca dislocata tra la contrada “Montagna e Albana”. Qui, in contrada “Mbroscia” (a metà strada tra Mazzarino e Barrafranca), avviene lo scontro. I tedeschi iniziano con un fuoco concentrato di lanciarazzi ma gli americani rispondono prontamente. Il grosso dello scontro, però, avviene fra i panzer della 15a divisione, appartenente al XVI Panzercorps e gli Sherman di Teddy Roosevelt.  Dopo un giorno di estenuante battaglia, i panzer tedeschi sono neutralizzati dai carri e dall’artiglieria americana e, costretti a ritirarsi verso nord. Nel pomeriggio del 16 luglio i carri armati americani entrano a Barrafranca mentre due pattuglie della 26a Divisione di Fanteria, lasciata la zona della battaglia, si schierano intorno al centro abitato. Qui, finalmente, vengono montate le cucine da campo e i soldati possono avere il primo pasto caldo da che sono sbarcati in Sicilia.

Sabato 17 luglio un reggimento della 16a Divisione di Fanteria prosegue oltre verso Pietraperzia e la 1ª Divisione Canadese entra a Piazza Armerina. Questo movimento di forze avviene perché le unità di ricognizione americane avevano scoperto che il nemico stava preparando una linea difensiva a sud di Enna e di Caltanissetta. Rassicurati dalla presenza degli alleati, molte famiglie rientrano in paese, ignare di quello che doveva ancora accadere.

Domenica 18 luglio, verso mezzogiorno, un improvviso e pesante bombardamento aereo si abbatte su Barrafranca. Una formazione di sei aerei sorvola il paese da nord a sud sganciando pesantissime bombe. I centri maggiormente colpiti sono: Via Zara, giardino palazzo Mattina, Via Ciulla angolo Via Cairoli, chiesa Madre (distrutta la navata centrale, la navata laterale sinistra, due colonne e il lato nord del transetto), Piazza F.lli Messina, Via Vittorio Emanuele, Via Bellini e Canalicchio Nuovo. Grande il tributo di sangue pagato dalla popolazione inerme: 49 morti (tutti civili), numerosi feriti e ingenti danni al centro abitato. Anche questa volta, i cittadini barresi si distinguono per senso civico e abnegazione nell’aiutare i militari dell’ospedale da campo 22, nel soccorrere i feriti e seppellire i morti.

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Il tributo di sangue pagato complessivamente dalla cittadina di Barrafranca dal 10 al 18 luglio 1943 è di 67 morti e di oltre 250 feriti.

Ringrazio il Cav. Giovanni Collura per averci fornito alcuni documenti e lo storico Salvatore Licata.  Le foto sono tratte dal libro: “La guerra in Sicilia, 1943: storia fotografica, a cura di Ezio Costanzo; introduzione di Lucio Villari, Catania, Le Nove Muse, 2009.”

Rita Bevilacqua

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