IL SUPER PRESIDE

IL SUPER PRESIDE

Copiamo e incolliamo l’articolo di Lucio Ficara pubblicato su “La tecnica della scuola.it”

Rafforzare  la funzione del dirigente scolastico per garantire una immediata e celere gestione delle risorse umane e finanziarie della scuola, è sempre stato il principio di fondo ed ispiratore della riforma scolastica voluta dal Governo Renzi. Le questioni legate alle 36 ore  di orario di servizio settimanale dei docenti, all’abrogazione totale o parziale degli scatti di anzianitàe al balletto dei numeri sulle assunzione in ruolo dei precari, sono state lanciate, in modo provocatorio e strategico, con l’intenzione di fare passare in secondo piano il vero obiettivo della riforma: “ dare grandi poteri decisionali al dirigente scolastico”. Fin da questa estate le dichiarazioni fatte dai vari sottosegretari di turno del Miur, captavano l’attenzione su temi forti del tipo: l’aumento dell’orario di servizio degli insegnanti,  l’abolizione degli scatti di anzianità e la riduzione del percorso di studi della scuola secondaria di secondo grado di un anno, facendo passare in secondo piano, l’evidente tentativo di riformare la scuola consegnando nelle mani di una sola persona, cioè il dirigente scolastico, un potere di natura verticistica ed autarchica, tale che potrà decidere, celermente e autorevolmente, tutto da solo e senza confrontarsi con i sindacati. Un sistema in cui cesseranno di esistere i fondi d’istituto a pioggia , le contrattazioni integrative e le RSU saranno licenziate dopo anni in cui sono state messe praticamente in cassa integrazione. In buona sostanza tutto dipenderà dalle scelte esclusive, e speriamo almeno ponderate, del dirigente scolastico. Infatti con il disegno di legge sulla scuola, si propone che il dirigente scolastico attribuisca degli incarichi ai docenti inseriti in un albo territoriale in cui è ubicata la scuola. Inoltre il dirigente scolastico potrà individuare fino a tre docenti di ruolo, per coadiuvarlo nell’organizzazione del lavoro dell’istituzione scolastica. Toccherà al dirigente scolastico decidere il merito dei docenti. In buona sostanza, sentito il consiglio dei docenti, il merito lo valuterà il preside. Questa è la vera riforma della scuola: più potere decisionale ai presidi, che potranno  scegliersi gli insegnanti e decidere in quali classi dovranno insegnare. I dirigenti scolastici potranno anche decidere quali compiti assegnare ai docenti che potrebbero essere impiegati anche per attività funzionali all’insegnamento. Ma come è visto dagli insegnanti quello che sembra essere il ruolo del Super Preside? C’è chi parla di un vero e proprio anatema per la scuola e per i docenti. Una cosa è sicuramente vera e incontestabile: “consegnare tali e così grandi poteri in mano ad una sola persona, che potrebbe anche essere inaffidabile, è un azzardo che non può lasciare indifferenti”. Fintanto che il Ds è una persona seria ed onesta, professionalmente valida, riconosciuta competente e che non si fa influenzare da simpatie e antipatie, il problema che possa avere poteri illimitati non si pone, ma purtroppo la realtà della nostra classe dirigente è un’altra, quindi pensare di mettere dei giusti contrappesi, come ad esempio delle forti RSU con poteri di veto, sarebbe più che opportuno. Per fortuna è un disegno di legge e magari qualcuno penserà di emendarla in tal senso, per disinnescare il rischio del proliferare delle clientele, dei rapporti amicali e di quei cerchi magici che non fanno certamente il bene della nostra scuola.

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