Le Rsu delle province a Caltanissetta (8 maggio) per sancire la nascita del coordinamento regionale

Le Rsu delle province a Caltanissetta (8 maggio) per sancire la nascita del coordinamento regionale

La proposta viene dal basso da chi conosce da vicino e vive sulla propria pelle il dramma che stanno vivendo oggi le Province. Spinti da questa forte motivazione le Rsu hanno deciso di giocare un ruolo decisivo mettendo a disposizione  la loro conoscenza e competenza e contribuire in  modo attivo in quella che si profila diventare una delle battaglie sindacali tra le più complesse, per il difficile quadro politico ed economico in cui ci si muove. L’ input parte dalle RSU di  Enna e Caltanissetta che hanno messo nero su bianco, in un articolato documento, le loro preoccupazioni e le loro perplessità operando un’ analisi dettagliata della complessa vicenda che vede le Province siciliane, per l’assenza della legge di riordino da un lato e per i già verificati  limiti della stessa legge Delrio, vivere una situazione veramente paradossale. Preoccupazioni ma anche una piattaforma di azioni e proposte da suggerire alle stesse segreterie regionali e provinciali con le quali il coordinamento lavorerà in sintonia. Sul contenuto del documento- che ha già incassato l’interesse e il sostegno delle Rsu delle altre province siciliane- si discuterà a Caltanissetta il prossimo 8 maggio nella sala consiliare della Provincia che di fatto terrà a battesimo la nascita del coordinamento regionale. In sintesi, si chiede l’apertura di un tavolo tecnico tra il governo regionale e nazionale che, tenuto conto della particolare situazione in cui versano le Provincie siciliane, determini, in attesa della legge di riordino, una deroga al prelievo che lo Stato effettuerà in virtù della legge di stabilità.  Il coordinamento intende, inoltre, vigilare sull’iter legislativo che porterà all’emanazione della legge in Sicilia con particolare attenzione all’impatto che l’eventuale recepimento della legge Delrio potrebbe avere nell’ambito dei territori. In questo senso si sta muovendo anche l’Upi nazionale che invita le Province a partecipare all’ assemblea straordinaria il 15 a Roma per rilanciare , in primo luogo, il ruolo politico della associazione e anche di quelle regionali, e in secondo luogo per impedire il prelevamento di un miliardo di euro alla ex Province che di fatto impedirà l’approvazione dei bilanci 2015, la cui scadenza è imminente e manderà in dissesto gran parte delle Province mettendo a rischio i territori e i lavoratori. Intanto, domani pomeriggio, i sindacati incontreranno il neo commissario della provincia, Pietro Lo Monaco,  che si insedierà nella mattina di domani, già sensibilizzato della grave problematica che lo investirà da subito, consapevole che la trattativa si dovrà giocare attraverso l’attivazione di un raccordo tra il governo siciliano e nazionale. Si attende con trepidazione, l’approvazione della legge finanziaria regionale, che vede al suo interno un emendamento tampone, tra i seicento presentati, che nel prevedere risorse per i servizi, nelle more  potrebbe fornire una boccata d’ossigeno per i bilanci delle nove Province siciliane.

 

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