Seconda Categoria. Rabbia e delusione di Comunità Frontiera dopo i fatti di  San Cataldo

Seconda Categoria. Rabbia e delusione di Comunità Frontiera dopo i fatti di San Cataldo

Pietraperzia. Non se ne può più della violenza nel calcio, che dopo i fatti di San Cataldo diventa solo un veicolo del male. Questo quanto sostenuto dalla società di Comunità Frontiera dopo la gara del campionato di Seconda Categoria contro la Spartacus vinta dai locali con il risultato di 2-1 e con una condotta insufficiente di un arbitro diciassettenne, l’agrigentino Calogero Busuito, chiamato ad arbitrare una gara importante ed impegnativa tra due squadre impegnate a raggiungere posizioni di alta classifica per i play off. Un’espulsione che fa discutere nei confronti del giocatore pietrino La Porta nel secondo tempo atterrato da un dirigente dello Spartacus, Calì che dalla panchina entra in campo e lo atterra; espulso il giocatore pietrino ma non il dirigente che si accomoda in panchina, ma che solo dopo le proteste dei pietrini viene allontanato dall’arbitro. “ Quello che è successo a San Cataldo è l’anticalcio – afferma il giocatore allenatore, Michele Fiaccaprile – Noi che proponiamo ai nostri ragazzi di comportarsi in modo corretto e leale cosa possiamo dire quando incontriamo un contesto del genere dove anche un nostro giocatore è stato riempito letteralmente di sputi, insulti e minacce”. La società con il presidente Angelo Di Gregorio, il quale nutre rabbia e delusione, ha anche telefonato al designatore arbitrale agrigentino perché diverse sono state le decisioni arbitrali discutibili tra cui un fallo da dietro evidente ai danni di Fiaccaprile e punito solo con un “giallo”. La gara era iniziata bene per i pietrini che vanno in vantaggio con D’Urso ma hanno la possibilità di raddoppiare nel primo tempo ma, incredibilmente, il direttore di gara annulla un gol regolare di Milazzo. La gara si surriscalda ma solo nel finale e negli otto minuti di recupero la Spartacus, che non ha compiuto neanche un tiro in porta, realizza due reti e la vittoria. Comunità Frontiera, che non potrebbe decidere di non partecipare alla prossima stagione, ha da fare critiche pesanti, perché sembrerebbe che la gara passi come un incontro normale, cosa che non è stata così. La formazione di Pietraperzia, non è un caso che da quattro anni vince la coppa disciplina, ma la lotta per inculcare i veri valori del calcio sarebbe cessata sabato scorso durante i fatti di San Cataldo. “ A San Cataldo erano arrivati anche le nostre famiglie – affermano i dirigenti pietrini – e duole il cuore aver visto scene di karate e insulti fuori e dentro al campo. Non ci sono più i presupposti di disputare il campionato perché per i nostri ragazzi è passato il messaggio che essere bravi non funzione ma vince chi è il più furbo e adotta la violenza”. A Fiaccaprile è arrivata nel dopo gara anche la solidarietà di un sancataldese che ha assistito alla gara e il quale si è scusato dicendo che i sancataldesi << non si comportano tutti in questo modo>>. Nulla avrebbe fatto pensare qualcosa del genere perché all’andata la Spartacus a Pietraperzia si impose con lo 0-2. Questa gara, come in tante altre occasioni e in categorie diverse, rappresenta l’ulteriore conferma che siamo in presenza di qualcosa che, chi si insiste a chiamarlo ancora sport, o mente sapendo di mentire, oppure è talmente esaltato che non si rende conto della disumanità in esso contenuta.

 

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