DOMENICA DELLE PALME

Con la Domenica delle Palme si apre la Settimana Santa, la quale celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita. In questo giorno si rievoca l’entrata di Gesù a Gerusalemme. La funzione liturgica prevede la tradizionale “benedizione delle palme” che precede la solenne Messa delle 11:00. Dopo che i fedeli si sono radunati in un luogo vicino alla chiesa, il celebrante benedice le palme e i ramoscelli d’ulivo che i fedeli tengono in mano e dopo una breve lettura di alcuni passi del Vangelo, si avvia la processione con a capo il celebrante seguito dai fedeli, in ricordo dell’acclamazione che Gesù ricevette entrando a Gerusalemme. La processione termina con l’arrivo in chiesa, la celebrazione della Messa e la proclamazione delle Sacre Scritture. Questa messa era chiamata “missa du passiu”, poiché il Vangelo è incentrato sulla passione di Cristo.

Elemento centrale di questa giornata sono le palme. Antico simbolo di fertilità ed emblema della vittoria, la sua simbologia deriva da quella assiro-babilonese della dea Ishtar (simbolo della terra) che andò in sposa al dio Tammuz (simbolo della vegetazione e della palma da dattero). Nel Cristianesimo la palma detta della “vittoria” è il simbolo dell’ascesa, della rinascita, della vittoria della vita sulla morte. Per questo motivo i primi martiri sono raffigurati con una palma in mano.

Tornando alle nostre tradizioni, anticamente la “parmuzza” veniva “’ntrizzata” a casa. Qualche giorno prima, gli uomini andavano in campagna a tagliare le foglie più interne della pianta, quelle più gialline e tenere. Portate a casa, le donne le tagliano accuratamente in elementi più piccoli, suddividendo le foglie in filamenti e intrecciandole. Realizzata la palma, le foglie rimaste venivano utilizzate per forma croci e panariddi”, i quali venivano collocati negli interstizi della trama della palma, assieme ad alcuni fiori di stagione come le margherite e le violacciocche, chiamate in dialetto “balacu”. Adesso la palma viene acquistata al mercato settimanale.

Novità di questa giornata è la solenne SVELATIO DEL CRISTO ECCE HOMO che avviene nella chiesa Madre al termine della santa Messa. Si tratta di una statua, a mezzo busto, raffigurante il Cristo il quale, dopo essere stato flagellato, viene ricoperto con un mantello color porpora e incoronato con una corona di spine: la classica iconografia dell’ECCE UOMO. Si racconta che anticamente la mattina del Venerdì Santo, all’arrivo della processione del fercolo dell’Addolorata davanti alla chiesa Madre, venivano aperte la ante del portone per far comparire la suddetta statua, circondata da catene, in ricordo dell’arresto di Cristo. E’ dal 2014 che questa tradizione è stata ripristinata.

Rita Bevilacqua

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