Ieri l’autopsia nel cimitero di Barrafranca

Ieri l’autopsia nel cimitero di Barrafranca

Zagarella ucciso da un colpo di fucile alla nuca

zagarella-giuseppeIeri pomeriggio, intorno alle 15,30 nella sala mor-tuaria del cimitero di Barrafranca, il patologo legale Ferdinando Priolo ha effettuato, su richiesta del magistrato Fabio Scavone, l’autopsia al pastore barrese Giuseppe Zagarella, ucciso con un solo colpo d’arma da fuoco (probabilmente un fucile) alla nuca , intorno alle 18,45 di sabato, quando Zagarella stava tornando a casa, sotto la pioggia, con il suo
gregge. il gregge è arrivato da solo a casa e qui è incominciata la preoccupazione della moglie e dei tre figli, sono andati a cercarlo e lo hanno trovato riverso in un declivio. Come è noto, in un primo mo-mento è sembrato che la sua morta fosse per cause naturali. Ma sia il medico di guardia che il medico legale sono apparsi subito perplessi sul fatto che si trattasse di morte naturale per cui hanno chiesto
accertamenti più accurati da effettuare nella sala mortuaria del cimitero e qui si è scoperto che la morte è arrivata causa un colpo d’arma da fuoco alla nuca. Un omicidio, quindi, in piena regola. E non
si è trattato sicuramente di un delitto d’impeto, provocato da qualche lite. Il delitto è stato studiato in ogni particolare: somiglia ad un omicidio di stampo mafioso, anche se non ha niente a che vedere,
secondo gli investigatori, con la malavita organizzata, ma che è maturato sicuramente nell’ambiente  agncolo-pastorizio dove il pascolare nei terreni degli altri o il furto di un animale diventano questione di vita o di morte per gli interessati. Un delitto similare è avvenuto nel dicembre del 2013. Allora fu ucciso un pastore di Pietraperzia con  modalità che hanno molti punti di contatto con la
morte di Zagarella. Il pastore, in passato qualche problema lo aveva avuto ma nell’ultimo periodo stava conducendo la sua vita tranquillamente, senza liti o contrasti di qualsiasi tipo, Il delitto però dice tutto il contrario.I Carabinieri del Nucleo Investigativo, diretto dal capitano Cannizzaro, e quelli della Compagnia di Piazza Armerina, diretti dal capitano Roberto Scotto Di Carlo per tutta la domenica hanno interrogato i familiari, soprattutto i tre figli, la moglie, i parenti, per cercare di ricostruire le giornate di venerdì e sabato di Giuseppe Zagarella perché è probabile che le motivazioni del delitto siano potute nascere in qualche incontro-scontro recente.
FG.

Fonte “La Sicilia”

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