PIETRAPERZIA. Fede, devozione e religioso silenzio per “Lu Signuri di li fasci” del Venerdì Santo.

PIETRAPERZIA. Fede, devozione e religioso silenzio per “Lu Signuri di li fasci” del Venerdì Santo.

- in Pietraperzia

Ad organizzare il tutto, la confraternita “Maria Santissima del Soccorso” e il parroco pro tempore della chiesa Madre. Per l’occasione sono già arrivati in paese numerosi forestieri oltre a tanti pietrini che rientrano in paese proprio per partecipare a “Lu Signuri di li fasci”.  A Pietraperzia sono arrivati pure numerosi camperisti della omonima associazione. Con i loro mezzi si sono sistemati nello spiazzale antistante l’edificio scolastico “Vincenzo Guarnaccia”. Le celebrazioni prendono il via alle ore 15,00 dalla chiesa del Carmine. A quell’ora viene portato giù, dalla nicchia in cui di solito viene custodito, il Crocifisso che viene portato in processione nella vicina chiesa Madre per le celebrazioni del Venerdì Santo. Subito dopo, il Crocifisso viene riportato nella chiesa del Carmine ed inizia il rito di “Li Misureddi”.

Si tratta di nastri in raso di colore rosso che vengono fatti baciare da Gesù Crocifisso e distribuiti ai numerosi fedeli. Li misureddi vengono legate dalle persone al braccio in segno di devozione.  Da registrare che in questi giorni della Settimana Santa, sulla trave di “Lu Signuri di li Fasci”, nella chiesa del Carmine, è legata, l’unica fascia che, il Venerdì Santo 2020 – in piena pandemia – è stata legata per ricordare l’evento di “Lu Signuri di li Fasci” che non è stato portato in processione proprio a causa della pandemia da Covid. Da registrare che “Lu Signuri di li fasci” è inserito nel registro dei Beni Immateriali della Regione Sicilia. Subito dopo il rito di li misureddi, la vara viene portata nello spiazzale antistante la chiesa del Carmine per cominciare a legare le fasce di lino bianco.

Ognuna, lunga 33 metri – quanti erano gli anni di Gesù – viene legata ad un cerchio di ferro che sovrasta la trave verticale. Sopra il cerchio di ferro a cui vengono annodate le fasce, un globo multicolore e, ancora più su, il crocifisso.  Il tutto viene tenuto in orizzontale fino alle ore 20,30. Nel frattempo, nello spiazzale antistante la chiesa del Carmine e nelle vie circostanti, si raduna una folla di fedeli strabocchevole. Verso le ore 20,30, dopo le preghiere recitate con notevole partecipazione, si leva il rumore di una mazza che viene battuta per tre volte sulla vara e, al grido di “Pietà e Misericordia Signuri”, la struttura viene sollevata dai portatori che prendono sulle spalle le travi orizzontali su cui è “impiantata” la vara. Il tutto si evidenzia nella sua maestosità con le fasce che rappresentano, con il loro splendore, la via verso il Calvario. Inizia quindi la processione. Ad accompagnare “Lu Signuri di li fasci”, l’Addolorata che esce dalla chiesa Madre e viene portata a spalla dalle consorelle della omonima confraternita. In processione viene portata pure l’urna con il Cristo morto.

Durante il “tragitto”, tre bande musicali accompagnano la processione. Molto spettacolari le fasce che vengono allargate o ristrette a seconda della ampiezza delle strade attraversate e al grido “Attrantammu li fasci” e “Allintammu li fasci”. Molto bella e partecipata la girata a la Santa Cruci di “Lu Signuri di li fasci”. La girata per consentire ala processione di prendere la via del ritorno verso la chiesa del Carmine. Arrivati davanti alla chiesa Madre, “Lu Signuri di li fasci” viene attraversato dalla Addolorata che passa sotto le fasce e viene ritirata nella chiesa. Subito dopo, “Lu Signuri di li fasci” viene riportato nella chiesa del Carmine. Si procede, quindi, a riabbassare la struttura con le fasce e la trave che sorregge il Crocifisso e il globo multicolore. Il Crocifisso viene preso tra le mani al grido di “Pietà e Misericordia Signuri” e, con il rito di “lu passamanu”, viene riportato all’interno della chiesa del Carmine”. La processione ha termine verso l’una e mezza di notte. GAETANO MILINO  

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