Il caso Bari e l’ipocrisia della politica. 

Il caso Bari e l’ipocrisia della politica. 

- in Società

L’acceso scontro tra le forze politiche sul caso Bari rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata per affrontare seriamente il tema della lotta alla mafia al netto di pregiudizi, dogmi e tabù. 

Certo, fa specie osservare eminenti giornalisti, sacerdoti dell’antimafia giustizialista, minimizzare comportamenti, condotte, modi che per altri sarebbero stati la pistola fumante della collusione e dell’asservimento alle consorterie mafiose. Fa, altrettanto, specie vedere le forze politiche di sinistra, divenute tutto un tratto garantiste, lanciare preventivamente anatemi sulla nomina di una commissione, pretendendo finanche di non essere sottoposti al giudizio di una ispezione come se per loro valga una sorta di dispensa, un esonero, un lascia passare perché loro sono antimafiosi a prescindere. Colpisce, in ultimo una destra storicamente garantista vestire l’abito giustizialista e tuffarsi in una caccia alle streghe per impallinare finalmente l’avversario.

Allora, se si vuole venire a capo di questa ingarbugliata matassa bisogna affrontare la faccenda con onestà intellettuale, equilibrio e concentrandosi sull’argomento anziché buttarla in tifoseria. Per questo la nascente associazione “Giù le mani dai Sindaci”, fatta da Sindaci ed ex Sindaci che da tempo sta dibattendo sul tema dello scioglimento dei Comuni e del conseguente commissariamento, vuole riportare il dibattito sul piano dei principi democratici e della civiltà giuridica senza venir meno alla lotta alla mafia. Riteniamo che sia venuto il momento di una revisione delle norme che in questi anni hanno generato un corto circuito istituzionale, oggi reso ancor più evidente perché ad essere colpito è un Comune capoluogo di Regione guidato da un Sindaco che è anche Presidente Nazionale dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia). Siamo vicini e solidali al Sindaco Decaro e sicuri che saprà dimostrare la  bontà della sua azione politica-amministrativa. Ma chiediamo con forza alle forze politiche e a quanti tengono alla democrazia e alla giustizia nel nostro Paese di aprire subito un tavolo di confronto, un dibattito sereno e autorevole per rivedere il testo unico sugli enti locali negli articoli che riguardano lo scioglimento coniugando l’esigenza di una incisiva lotta alla mafia e alla corruzione con l’altrettanto indispensabile tutela dei principi democratici che trovano il loro massimo paradigma nella sovranità popolare. Prof. Fabio Accardi

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