Pietraperzia. La festa di San Rocco, il santo del giorno.

Pietraperzia. La festa di San Rocco, il santo del giorno.

Rocco ètra i santi più venerati del mondo cattolico, seppur non si abbiano notizie certe riguardo la sua vita. I testi concordano che nacque nel XIV secolo (tra il 1345 e il 1350) a Montpellier, capoluogo della Linguadoca (Francia meridionale, a 10 km dalla costa del Mediterraneo. Nella prima biografia anonima “La Vita”, che sembra essere stata scritta in Lombardia dopo il 1430 (da Gottardo Pollastrelli discepolo ed amico del Santo), si narra che la nascita di Rocco sia dovuta a un voto fatto dai genitori, desolati perché senza figli. Secondo la pia devozione, il neonato nacque con una croce vermiglia impressa nel petto. Rimasto orfano, vendette tutti i suoi averi donandoli a favore dei poveri e si mise in pellegrinaggio verso Roma.

Le guarigioni ad Acquapendente

Nel 1367, arrivato ad Acquapendente (provincia di Viterbo), si fermò per dare assistenza ai malati di peste in un ospedale e, narrano le cronache, cominciò ad operare guarigioni miracolose. Giunse a Roma (si presume tra la fine del 1367 e l’inizio del 1368) quando Papa Urbano V era da poco rientrato da Avignone. È molto probabile che prestò la sua opera presso l’ospedale Santo Spirito dove, tracciando il segno di croce su un Cardinale malato di peste, lo guarì, tanto che fu accompagnato dal Papa. Dopo circa tre anni, riprese il cammino verso casa, passando per Rimini, Novara e Piacenza, dove proseguì la sua opera di conforto e assistenza ai malati presso l’ospedale di Nostra Signora di Betlemme (siamo nel 1371). Nel suo servizio venne contagiato dal morbo. Il bubbone della peste, affiorato a una gamba, gli impedì di continuare l’assistenza ai colpiti dello stesso male e, per non essere di peso ad alcuno, uscì dalla città portandosi verso le rive del Po in luogo deserto, per morire in solitudine. Da questo rifugio fu prelevato dal patrizio Gottardo Pallastrelli che lo ospitò a casa sua fino a completa guarigione.

Incarcerato a Voghera

Proseguendo poi il suo viaggio, fu arrestato nei pressi del Lago Maggiore, ad Angera, perché scambiato per una spia e gettato nel carcere di Voghera (1376/1379). Sentendosi ormai venire meno le forze chiese un sacerdote, ma si verificarono degli eventi  prodigiosi che indussero i presenti ad avvisare il Governatore. Le voci si sparsero in fretta ma, quando la porta della cella venne riaperta, Rocco era già morto. Era il 16 agosto di un anno compreso tra il 1376 e il 1379. La madre del Governatore, scoperta la croce vermiglia sul suo petto, riconobbe in lui Rocco di Montpellier, la cui fama già circolava. Fu quindi sepolto con tutti gli onori. Il Concilio di Costanza, nel 1414, lo invocò santo per la liberazione dall’epidemia di peste.

Fin dal XV secolo il suo culto ebbe grande diffusione nell’Europa occidentale, per poi espandersi in Italia in particolare nel Veneto e nelle province di Brescia e Piacenza. A partire dal 1485 le reliquie furono traslate a Venezia, dove furono costruiti un santuario e una confraternita dedicata al Santo.

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