BARRAFRANCA. A diciannove anni docente in una scuola superiore.

BARRAFRANCA. A diciannove anni docente in una scuola superiore.

A avere ottenuto un incarico da insegnante in un istituto superiore di Gallarate (Varese)Salvatore Marchi. Lui, alla firma del suo primo contratto di lavoro, aveva 19 anni. Ora ne ha venti. Salvatore ci racconta, con una punta di emozione e di orgoglio, l’inizio della sua nuova “avventura” nel mondo della scuola “dall’altra parte”. Questo quanto ci dice Salvatore Marchì:  “Mi chiamo Salvatore Marchì ho frequenta l’istituto d’istruzione superiore “Sebastiano Mottura” di Caltanissetta, mi sono diplomato il 23/06/2020 come tecnico settore elettronico ed elettrotecnico con voto 96.  Ho scelto questo indirizzo di studi perché attratto dall’elettronica e dall’elettrotecnica, ignaro che il mio diploma un domani mi avrebbe potuto portare, all’età di 19 anni, a vivere la mia prima esperienza lavorativa come insegnante tecnico pratico (ITP)”. “Dopo il diploma, – continua il giovane Salvatore – non avevo le idee chiare sul mio futuro, ma l’esempio quotidiano dei miei genitori,entrambi insegnanti, mi ha portato a conseguire i 24 CFU – Crediti Formativi universitari – e  presentare domanda nella GPS – Graduatorie Provinciali per le Supplenze – di Varese e, così il 15 ottobre 2021, firmo il mio primo contratto di lavoro presso ISIS ANDREA PONTI GALLARATE”. Salvatore Marchìparla anche del suo stato d’animo per la nuova situazione“ Le prime settimane – racconta ancora Salvatore Marchì – sono state di adattamento alla nuova realtà, di certo non facile: nuovo ambiente di vita, trovare casa, nuove relazioni ma ho trovato la disponibilità dei docenti che mi hanno ben accolto, sostenuto e messo a disposizione la loro esperienza, increduli della mia giovane età ed inesperienza. In classe con gli alunni viviamo un rapporto sereno. L’impatto da insegnante non è stato facile, alcuni di loro sono più grandi di me ma siamo riusciti a stabilire un rapporto rispettoso: loro mi vedono come il loro docente ed io cerco di non dimenticare quelli che sino a “l’altro ieri “ erano i miei bisogni da alunno, cercando di infondere in loro fiducia nelle proprie capacità e passione per lo studio. In laboratorio, ma a volte anche in classe cerco di  trasmettere tutto il mio sapere, anche se oggi posso affermare che non si smette mai di imparare”. Salvatore Marchì chiude il suo “racconto” con le seguenti parole:  “Questa esperienza di certo mi temprerà  e darà una svolta al mio futuro, in queste poche settimane posso dire di essere soddisfatto e fortunato,  perché so quanto lunga sia la strada per un docente: la laurea, il precariato, le graduatorie”. GAETANO MILINO

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