BARRAFRANCA. Omicidio Avvocato Antonio Giuseppe Bonanno. La Cassazione annulla l’ordinanza cautelare nei confronti di Andrea Bernunzo

BARRAFRANCA. Omicidio Avvocato Antonio Giuseppe Bonanno. La Cassazione annulla l’ordinanza cautelare nei confronti di Andrea Bernunzo

BARRAFRANCA. La Suprema Corte di Cassazione, I sezione penale, nell’udienza del 24.02.2021, ha annullato con rinvio l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Caltanissetta che confermava l’ordinanza della misura cautelare in carcere nei confronti di Andrea Bernunzo di Barrafranca. L’uomo era  stato arrestato il 25 settembre 2020, a quattro anni dall’omicidio dell’avvocato Bonanno, commesso nelle campagne di Pietraperzia il 28 settembre 2016. L’arresto di Andrea  Bernunzo è avvenuto a seguito dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Caltanissetta, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia della stessa città di Caltanissetta. Andrea Bernunzo, secondo l’accusa, è ritenuto responsabile dell’omicidio dell’Avvocato  Antonio Giuseppe Bonanno, avvenuto a Pietraperzia la sera del 28 settembre 2016. Secondo i Giudici di Caltanissetta, e successivamente di Enna, a seguito della inapplicabilità della aggravante mafiosa, dalle lunghe e complesse indagini  era emerso che, nella tarda serata del 28.09.2016, Andrea Bernunzo e Filippo Marchì, a bordo di un’autovettura Fiat Uno, poi risultata rubata, avevano raggiunto la dimora estiva dell’Avvocato Bonanno. Dopo aver atteso l’arrivo del professionista, l’omicida si era avvicinato alla vittima, sparando tre colpi di pistola calibro 9×21 che gli provocava gravi lesioni agli organi vitali tali da causargli la morte due giorni dopo. Il giorno successivo all’agguato, veniva  ritrovata in territorio di Piazza Armerina, parzialmente bruciata, l’auto utilizzata per l’omicidio: risultava rubata, un mese prima, nella provincia di Siracusa. L’avvocato Paolo Giuseppe Piazza, difensore di Andrea Bernunzo, fa notare che “Non sono state trovate impronte digitali o residui di DNA sulla autovettura a seguito degli accertamenti dei R.I.S. di Messina”.  Secondo la ricostruzione della pubblica accusa, il movente del delitto si poteva identificare nell’acquisto di un’autovettura effettuato da Andrea Bernunzo presso una concessionaria di proprietà di alcuni parenti dell’Avvocato Bonanno. La prima sezione della  Suprema Corte di Cassazione, dopo una articolata arringa difensiva,  ha accolto il ricorso avanzato dagli Avvocati  Paolo Giuseppe Piazza e  Francesco Tagliaferri, annullando con rinvio l’ordinanza del Tribunale di Caltanissetta sezione del Riesame. “Nel predetto ricorso – continua l’avvocato Paolo Giuseppe Piazza – si era evidenziata la natura indiziaria dell’ordinanza cautelare nei confronti di Andrea Bernunzo, basata esclusivamente su sospetti,  un  labile movente  e su  intercettazioni prive di elementi univocamente indizianti”. L’avvocato Paolo Giuseppe Piazza, a seguito dell’annullamento dell’ordinanza cautelare da parte della Suprema Corte di Cassazione, ha manifestato “soddisfazione per il risultato ottenuto”.  “Confidiamo  – conclude l’avvocato Paolo Giuseppe Piazza – che nelle successive fasi processuale possa emergere la completa estraneità  di Andrea Bernunzo rispetto all’imputazione di omicidio  ai danni dello stimato professionista Avvocato Antonio Giuseppe Bonanno”. GAETANO MILINO

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