Lettera del sindaco Fabio Accardi alla senatrice Cirinnà

Lettera del sindaco Fabio Accardi alla senatrice Cirinnà

“Riconoscere in chi incontriamo un fratello o una sorella è per i cristiani riconoscere nell*altro che soffre il volto di Gesù”,

Barrafranca. Il sindaco Fabio Accardi scrive alla senatrice Monica Cirinnà che aveva contestato l’intervento del primo cittadino durante la sua consueta diretta serale per l’aggiornamento della situazione covid-19 nella cittadina barrese. In tale diretta, secondo quando scritto dalla senatrice, il sindaco anziché condannare l’omelia di Don Salvatore Nicolosi lo avrebbe difeso pubblicamente. Fabio Accardi non ci sta ed oltre a chiarire la propria posizione in diretta sulla sua pagina risponde alla senatrice con lettera scritta e così si esprime:

Leggo con rammarico la sua lettera, nella quale, penso Lei abbia espresso il suo giudizio senza avere ascoltato la mia diretta del 28 dicembre 2020 pubblicata sulla mia pagina facebook (Fabio Accardi Sindaco) ma, bensì, basandosi piuttosto su articoli di stampa. Perché se avesse ascoltato le mie parole, e la invito ad ascoltarle, ne avrebbe colto il vero senso. Ho voluto utilizzare lo stesso pensiero Cristiano dell’ultima lettera enciclica di Papa Francesco, in una visione laica, parafrasando le parole di un articolo di stampa per prendere le distanze da una espressione infelice ed inopportuna del Sacerdote mio concittadino ma evitare, allo stesso tempo, strumentalizzazioni sul profilo squisitamente teologico del ministero celebrato dal Religioso c difendere, se mi permette, la mia comunità e lo stesso parroco da una prevedibilissima e sterile gogna mediatica. Nelle mie parole, mi sono soffermato su due proposizioni, paradigmi della visione cristiana dell’essere umano e del “prossimo”, quali:
I. “Riconoscere in chi incontriamo un fratello o una sorella è per i cristiani riconoscere nell*altro che soffre il volto di Gesù”,
II. “è un modo di riaffermare /’ir riducibile dignità di ogni essere umano creato ad immagine di Dio”
.
Con ciò ho voluto semplicemente affermare e sottolineare il valore supremo della persona umana al di là del proprio orientamento sessuale, pensiero politico e credo religioso o ideologia; valori che sono alla base del vivere civile in una visione inclusiva e non escludente della società. Valori, che volendone dare una lettura squisitamente priva di connotazione ideologica o religiosa trovano fondamento nei principi costituzionali e nel diritto.
Cara Senatrice, da Amministratore c Primo cittadino fermamente convinto della laicità del mandato che ho ricevuto dal Popolo, che mi ha democraticamente eletto, mi occupo quotidianamente del benessere di tutti i cittadini c di tutte le cittadine qualunque sia l’orientamento sessuale, l’identità di genere, il credo religioso o l’ideologia. Sono, altrettanto, convinto che bisogna battersi giorno per giorno contro le diseguaglianze e le discriminazioni per costruire una società di tutti e per tutti, inclusiva ed attenta ai bisogni di ciascuno ma tutto ciò, ribadisco, può realizzarsi non anestetizzando le coscienze o omologandosi al pensiero unico teoricamente neutrale, ma piuttosto con la testimonianza dell’agire quotidiano, con la costruzione continua del pensiero, frutto di studio e approfondimento, con il confronto democratico, costante generatore di un rinnovato sentire comune, preludio delle conquiste sociali.

Di contro, provo un profondo senso di amarezza nel notare che un Senatore della Repubblica rivolga la sua attenzione ad un Primo cittadino eletto democraticamente definendolo “indegno” sol perché ha liberamente espresso il suo pensiero, tra l’altro travisato. Le rammendo che il Paese tiene per il lavoro dei Sindaci ed in modo particolare in questo difficile momento di pandemia, inoltre, rappresentano le Istituzioni democraticamente determinate più vicine ai cittadini e spesso devono surrogare alle mancanze della politica centrale. Concludo, infine, prendendo le distanze da tutti coloro i quali utilizzano parole inopportune, espressioni arroganti c che manifestano intolleranza c tracotanza. Ribadisco, l’imprescindibile riconoscimento del diritto fondamentale alla libertà in tutte le sue dimensioni senza la quale non potrà mai esserci crescita civile c progresso sociale.

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