BARRAFRANCA. Un busto di Monsignor Giovanni Cravotta benedetto dal vescovo monsignor Rosario Gisana.

BARRAFRANCA. L’opera, realizzata dallo scultore mazzarinese Angelo Salemi, collocato nel cortile esterno della casa per anziani  “Il Sorriso” di viale Signore Ritrovato. Nella stessa serata presentato il libro di Pasquale Buscemi “Chiamato a servire la Chiesa. Mons. Giovanni Cravotta: un prete uomo di Dio”. Prima della benedizione del manufatto, un ricordo di padre Cravotta tracciato dal pietrino Salvatore Romano. Al termine della benedizione, la presentazione del volume nel salone de “Il Sorriso”. Al tavolo della presidenza il vescovo della diocesi di Piazza Armerina monsignor Rosario Gisana, Stella Faraci – direttrice Compagnia Corsi Professionali e Consacrati Laici –, Elena Pinnisi  e il relatore Salvatore Vacca, frate cappuccino del santuario di Gibilmanna. In prima fila e tra il numeroso pubblico il sindaco Fabio Accardi, l’assessore Stella Arena e padre Bartolomeo Sorge. Tra i familiari presente Calogero Cravotta, 92 anni ben portati, e la figlia Agata, rispettivamente fratello e nipote di monsignor Cravotta. Presente pure don Giacomo Zangara, parroco della matrice. Monsignor Rosario Gisana ha evidenziato l’importanza dei documenti che arricchiscono il patrimonio librario. “Quest’opera – ha detto monsignor Gisana – è una pietra miliare e consta di numerosi elementi. I documenti vengono tessuti e questo è molto importante. Mettiamo nel nostro archivio opere e documenti che, altrimenti, andrebbero dispersi”. “È importante – ha continuato il presule – che si faccia questa raccolta come custodia delle tradizioni perché ne fruiscano anche i posteri. Con molta umiltà impariamo a sentire in noi un po’ di cielo”. “Il frutto buono – ha concluso monsignor Rosario Gisana – è conforme a quanto il Signore ci chiede e il sacerdote deve esaminare il modo in cui svolge questa missione pastorale. Bisogna avere il coraggio per confrontarci e rapportarci”. Don Salvatore Vacca, nel presentare il libro, ha evidenziato “L’autorevolezza morale del presbitero considerato il libro dei libri”. “Senza la memoria del passato – ha continuato don Salvatore Vacca – non possiamo mettere le radici e le ali per spiccare il volo. Le prime e vere amicizie si fanno tra i banchi di scuola. Monsignor Cravotta era uomo di Dio oltre che parroco. Lui era figlio della prima guerra mondiale quando regnavano povertà, smarrimento morale, confusione. La guerra bombarda le persone e le coscienze. In quei tempi l’uomo non valeva niente”. Don Salvatore Vacca ha detto ancora: “Monsignor Giovanni Cravotta era un uomo che veniva dalla povertà e dai sacrifici. Dal punto di vista ecclesiale era un uomo del Concilio Vaticano I. Allora la Chiesa era rigorosamente gerarchica. L’essenzialità del presbitero consta di due punti fondamentali: l’annuncio della parola di Dio e la celebrazione dell’eucaristia che esprime la vita della Chiesa e che fa comunità”. Il relatore ha continuato: “Questi due aspetti hanno accompagnato la vita e le opere di monsignor Giovanni Cravotta, uomo di Chiesa, che aveva la consapevolezza di appartenere alla Chiesa e al popolo di Dio. Un uomo che si confrontava con le forze politiche  e culturale locali. Lui riuniva e formava le intelligenze in vista del futuro ed era sempre presente nonostante non avesse i mezzi tecnologici di oggi”. Don Vacca ha aggiunto: “Monsignor Cravotta è stato l’erede dei fratelli Sturzo e conosceva la sua gente”. Il relatore ha citato poi due testimonianze; la prima di don Pino Giuliana, parroco di Riesi, e la seconda dell’avvocato barrese Giuseppe Bonincontro nel decimo anniversario della scomparsa di monsignor Cravotta “che era un uomo di grande personalità – ha concluso don Salvatore Vacca – e intelligenza, coraggioso, forte, generoso e pronto alle novità culturali deciso e rivoluzionario. Altre sue doti erano l’attivismo, la diplomazia e la razionalità ed era divorato da una fede incrollabile”. Padre Bartolomeo Sorge ha dichiarato: “Talora ci si lascia vincere dall’apatia e condizionare da ideologismi”. Il sindaco Fabio Accardi: “Ho conosciuto padre Cravotta quando io ero bambino e ricordo che lui è stato un parroco moderno e all’avanguardia in un periodo importante per la storia di Barrafranca visto il fenomeno del’emigrazione particolarmente sviluppato in quel periodo”. “Padre Cravotta – ha continuato il sindaco Accardi – si occupava dell’aspetto culturale e concreto con l’avvio dei cantieri scuola”. “Con l’aspetto imprenditoriale – ha concluso il sindaco Fabio Accardi –  presagiva il futuro per il proprio territorio. Padre Cravotta manifestava pure un aspetto politico non di parte ma con l’ispirazione cristiana della politica”. Il fratello Calogero ha detto che “Padre Cravotta era un servo di Dio e della Chiesa”. Un ricordo di monsignor Giovanni Cravotta è stato tracciato pure da don Sandro Crapanzano. GAETANO MILINO  

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