BARRAFRANCA. “Prima viene Barrafranca”. Lo dice il sindaco Fabio Accardi.

BARRAFRANCA. “Prima viene Barrafranca”. Lo dice il sindaco Fabio Accardi.

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BARRAFRANCA. La sua affermazione nello spiegare i motivi delle sue dimissioni da presidente della Srr. Questa la lunga dichiarazione del sindaco di Barrafranca Fabio Accardi: “Per quanto riguarda le mie dimissioni da presidente della Srr sono dovute al fatto che io ho scelto Barrafranca rispetto alla mia carica di presidente. Già da tempo, all’interno del Cda c’erano divergenze di vedute sulla questione che riguardava Barrafranca. Io ho sempre sostenuto, da tempo, che noi dobbiamo ottemperare alla legge 9 del 2010 in riferimento al personale tecnico amministrativo e, infatti, abbiamo previsto, nel piano economico finanziario 2019, le somme riferite al personale in questione”. Il sindaco Fabio Accardi continua: “Il,Comune di Barrafranca, come altri Comuni della provincia di Enna, avrebbero adempiuto a quest’obbligo di legge attraverso dei protocolli di intesa da sottoscrivere tra l’Ente Comunale e la Srr per l’’istituzione di uffici di prossimità della Srr che svolgessero funzioni di controllo e di gestione del servizio e di intermediazione tra l’Ente Comunale e le società che svolgono il servizio. E questa era stata l’idea di fondo che portò me e altri sindaci della provincia di Enna  a contrapporre l’idea dell’allora  presidente Armando Glorioso. Invece, da un po’ di tempo, gli altri due componenti del Cda – Il sindaco di Leonforte e quello di Assoro – non condividevano questa linea”.  Il sindaco Fabio Accardi aggiunge: “Il tutto si è ricapitolato quando i due amministrativi che erano a Barrafranca – a seguito di ordinanza del giudice – vengono assegnati alla stazione organica della Srr fin quanto non sarebbero stati assegnati ai cantieri. Io ho sempre sostenuto la linea dei protocolli di intesa per adempiere alla legge regionale del 2010 mentre i due componenti sostenevano che Barrafranca dovesse modificare il piano di intervento dei rifiuti ed introdurre il personale tecnico-amministrativo all’interno del servizio”. Il sindaco Fabio Accardi continua: “Secondo tale impostazione  bisognava rimodulare il capitolato d’oneri e il piano di intervento già approvato non solo dagli organi interni al Comune come il consiglio comunale ma addirittura approvati anche dalla Regione”. Il sindaco Fabio Accardi conclude: Bisognava riscombussolare tutto quello che è il nostro servizio per adempiere alla legge 9 del 2010. Per me questo era intollerabile e per questo  ho deciso di fare il passo indietro e difendere, prioritariamente, il mio Comune e gli interessi del barresi. Naturalmente noi rimaniamo convinti che bisogna adempiere alla legge 9 del 2010 ma nelle forme e nei modi che abbiamo sempre sostenuto e con atti amministrativi leciti. Altre soluzioni diverse dal protocollo di intesa noi le riteniamo illegittime e non corrette. Per questo ho deciso di dimettermi e difendere gli abitanti del Comune di Barrafranca”. “Faremo valere la nostro tesi – continua il sindaco Accardi – non solo nell’assemblea dei sindaci ma anche, se è il caso, nelle sedi giudiziarie. Già la Srr ha diffidato il Comune di Barrafranca ad adempiere, a loro modo di vedere, alla legge 9 con la modifica del piano di intervento ma ritengo che sia una strada a vicolo cieco che non porterà a nessun risultato in quanto non perfettamente lecita”. Il sindaco di Barrafranca Fabio Accardi continua: “Nel dibattito con i due componenti del Cda – il sindaco di Leonforte e quello di Assoro – ho fatto presente che questa modalità di adempiere agli obblighi di legge, quindi alla legge 9 del 2010, è presente in molte Srr tra cui Trapani, Agrigento, Siracusa. Quindi quello che fanno le altre Srr, con i Protocolli di Intesa e le convenzioni, non vedo perché non possa farlo anche la provincia di Enna. Probabilmente i due difendono interessi particolari nella politica delle assunzioni ed io a questo non ci sto”. Il sindaco Fabio Accardi conclude: “Ritengo che tutto vada fatto alla luce del sole, nel rispetto delle norme e con la massima condivisione dei territori e dei sindacati, cosa che non ho visto nei due componenti del Cda. Mi auguro che entrambi non vadano a ledere il lavoro fatto fino ad oggi che è importante. È stato fatto tanto per quanto riguarda l’impiantistica provinciale ma anche per quanto riguarda tutte le attività e i confronti che abbiamo avuto con l’ufficio provinciale del lavoro e con i sindacati per potere assumere i 58 lavoratori sui quali pende il rischio di licenziamento collettivo da parte dei curatori fallimentari”. GAETANO MILINO

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