BARRAFRANCA.  Le scuole cittadine e numerose autorità per “Orange The Word. Un fiore arancione contro la violenza di genere”. 

BARRAFRANCA.  Le scuole cittadine e numerose autorità per “Orange The Word. Un fiore arancione contro la violenza di genere”. 

- in Barrafranca

 BARRAFRANCA. Scoperta una panchina arancione. Il corteo ha mosso i suoi passi dal plesso “Europa”. Si è snodato per le vie Marconi, Vittorio Emanuele, Umberto I e si è concluso in piazza Umberto. La Giornata organizzata dal Comune di Barrafranca, sindaco Fabio Accardi e Assessore al Ramo Maria Stella Arena. Il corteo aperto dalle principali autorità tra cui il sindaco  Fabio Accardi, l’assessore Maria Stella Arena e il baby sindaco Lucia Milino. I due primi cittadini avevano la fascia tricolore. C’erano anche autorità di Guardia di Finanza, Polizia di Stato,  Carabinieri e Polizia Municipale. In prima fila a sfilare anche Margherita Ferro, consigliera regionale Pari Opportunità e le dirigenti scolastiche Maria Stella Gueli, Nadia Rizzo e Mirella Vella. Tutti portavano un fiore arancione realizzato dai ragazzi della scuola secondaria di primo grado “Giovanni Verga”. Numerosi i cartelloni con diverse scritte multicolori. In piazza Umberto I, l’assessore Maria Stella Arena ha introdotto la campagna “Orange the World”. Subito dopo il sindaco Fabio Accardi, la baby sindaca Lucia Milino e Margherita Ferro hanno scoperto la panchina arancione collocata nella stessa piazza Umberto I. Ai piedi della panchina una pietra di inciampo con la seguente scritta rivolta verso chi è seduto: “La violenza sulle donne è una delle più vergognose violazioni dei diritti umani. Kofi Annan. Orange of the World 2019”. Il sindaco Fabio Accardi”. Dopo lo svelamento, sulla panchina si sono seduti il sindaco Fabio Accardi  e Margherita Ferro. Prima delle altre celebrazioni, i discorsi di rito dal sindaco Fabio Accardi, dall’assessore Maria Stella Arena e della consigliera regionale Pari Opportunità Margherita Ferro. Maria Stella Arena: “Questa manifestazione contro la violenza di genere portata avanti dall’Onu ‘Orange The Word’. Il fiore arancione lo abbiamo voluto scegliere noi come simbolo perché il colore contro il ritorno di violenza è l’arancione”. “Con questo colore – ha continuato l’assessore Arena – dobbiamo combattere la violenza e l’arancione è anche il colore del sole, dello splendore, dell’amore. Noi oggi siamo qui assieme a tutti voi ragazzi. Vi ringrazio veramente di cuore perché senza di voi non potrebbe esserci neanche la scuola che è una istituzione . Siamo qui per celebrare le istituzioni e tutti noi perché si impari a rispettare chi ci sta accanto. Abbiamo colorato la panchina di arancione proprio per simboleggiare che siamo contro ogni forma di violenza”. “Dobbiamo capire quello che ci circonda e dove siamo – ha continuato Maria Stella Arena – e quello che viviamo. Non facciamoci prendere la mano da quello che poi non ci sembra violenza ma invece violenza è”. E ha concluso: “Stiamo attenti con tutti questi social network. Questo è il messaggio che io voglio dare. Evviva il colore arancione. La nostra manifestazione infatti prende il nome ‘Un fiore arancione contro la violenza di genere; l’abbiamo voluta intitolare così. Voglio ringraziare anche i ragazzi della scuola secondaria di Primo grado Verga, coordinati dalla professoressa Pasqua Gulino che hanno preparato questi fiori che, vedete, noi portiamo indosso. Io mi voglio augurare che qualcosa rimanga in ognuno di voi per giornate come questa”. Ringraziamenti al professore Patti e alla professoressa Roberta La Martina che si sono occupati della verniciatura della panchina. Il sindaco Fabio Accardi: “Grazie a tutti per questa bellissima giornata dedicata a noi e dedicata ad un tema importante che è la violenza di genere. Tale violenza, tante volte, si perpetra all’interno delle mura domestiche e non esce fuori”. “Tante volte le donne – ha continuato il sindaco Fabio Accardi – sono vittime della violenza e vittime del senso di colpa che la cultura maschilista ha, negli anni, generato nelle nostre società e, ancora di più, nelle nostre società che sono ancora arretrate”. “Magari con i social network – ha detto ancora il sindaco Accardi – ci sentiamo padroni del mondo ed uguali alle altre civiltà  diffuse in tutto il mondo ma in realtà le nostre culture, in un certo senso, sono arretrate. È compito nostro, compito della Scuola, degli insegnanti e di ognuno di voi, ragazzi, raccogliere questa testimonianza di oggi e questi valori di solidarietà e dell’essere umano che oggi stiamo, tante volte, perdendo non solo nella differenza di genere ma anche nella differenza tra Nord e Sud del mondo e nelle differenze culturali e religiose. L’arancione è anche il colore contro il razzismo ed è  un segno distinguibile di chi oggi vuole difendere il valore dell’essere umano fatto di uomini e di donne”. Il sindaco di Barrafranca Fabio Accardi ha continuato: “Noi abbiamo voluto, con le scuole, colorare di arancione una panchina. Personalmente ho voluto regalare a voi e alla comunità di Barrafranca questa pietra da inciampo. Oggi qualcuno mi diceva che le pietre di inciampo si fanno piccole. Noi dobbiamo essere portatori di un valore così grande  che è il valore dell’essere umano, dobbiamo mettere una pietra da inciampo ed è rivolta verso la panchina perché chi si siederà su quella panchina dovrà sedersi e leggere la frase di Kofi Annan”. Il sindaco Fabio Accardi ha aggiunto: “Ogni volta che qualcuno di noi, qualcuno di voi si siederà in quella panchina sarà costretto a leggere e a riflettere perché abbiamo tantissimo bisogno di riflettere su questa cose. Lo dobbiamo fare a scuola, nelle nostre case. Anche quando vediamo, all’interno delle mura domestiche, che c’è qualcosa che non va, dobbiamo avere la capacità di denunciarle e di dire a qualcuno che c’è qualcosa che non va. Solo così possiamo diventare esseri liberi e possiamo rispettare le persone umane, la nostra come tutte le altre persone. Queste giornate non sono una perdita di tempo rispetto al programma scolastico. Queste giornate valgono cento ore di lezioni scolastiche perché ci mettono di fronte a temi che vanno affrontati guardandoci negli occhi, tutti assieme per dire no alla violenza di genere, no al razzismo e no a tutti i disvalori come l’odio e a tutto quello che oggi viene propinato attraverso i nuovi media”. Il sindaco Fabio Accardi ha continuato: “Abbiamo un compito, lo avete voi, lo ha la scuola, lo hanno i ragazzi e lo abbiamo tutti noi; quello di riportare nuovamente serenità e riportare i valori sani nella nostra comunità e quello che ci hanno lasciato i nostri genitori sempre avanti”. Il sindaco Fabio Accardi ha concluso: Quindi, ragazzi ora con la musica e con il vostro modo di comunicare dobbiamo dire no alla violenza di genere”. Margherita Ferro: “Per me è una gioia essere qua ma soprattutto la gioia è vedere tutti questi ragazzi. La manifestazione è bene che sia fatta per voi perché bisogna interiorizzare il rispetto della vita e dell’altro. Tutto inizia fin dai banchi della scuola. Inizia dalla scuola primaria dove i nostri giovani devono essere educati al rispetto del genere, della diversità perché la diversità è ricchezza”. “È importante inoltre – ha continuato Margherita Ferro – il linguaggio che viene utilizzato. Il primo stereotipo è la parola che è quello che ci permette di comunicare quello che abbiamo nel cuore e nella testa. Tante volte l’utilizzo della parola in maniera dispregiativa e non positiva può ferire l’altra persona. Il linguaggio è il primo passo della non violenza. Il 25 novembre si celebra la giornata contro la violenza di genere. Come regione Sicilia abbiamo organizzato un treno che, partito dalla stazione centrale di Catania, è arrivato alla stazione di Palermo”. Margherita Ferro ha aggiunto: “All’interno del treno c’erano tanti ragazzi come voi. Sono stati i ragazzi ad animare una conferenza itinerante perché il treno doveva abbracciare tutta la regione siciliana. Insieme agli amministratori, volevamo tutti assieme dimostrare un’azione contro ogni forma di violenza. Abbiamo, inoltre, realizzato una cartolina che io darò al sindaco e dove sono allocati tutti i centri antiviolenza della regione siciliana. Questo geolocalizza tutti i centri antiviolenza. La donna in uno stato di bisogno deve rivolgersi, innanzitutto, alle Forze dell’Ordine che è il primo luogo sicuro dove andare a dichiarare la violenza o il disagio. I centri antiviolenza sono degli istituti con sociologi, psicologi, persone che conoscono ed affrontano tutti i giorni il problema della violenza e possono essere di aiuto come consiglio e come supporto ma soprattutto possono essere di aiuto come via di uscita per quanto riguarda la violenza di genere. La violenza di genere ha diverse forme, sia la violenza fisica che la violenza psicologica”. “Tante volte – ha detto ancora Margherita Ferro – ci sono forme di violenza psicologica che non vengono intese. Io vi lascio con un messaggio: ognuno deve amare se stesso. Dio ci ha creati come essere unico e irripetibile. Ognuno di noi vale tanto quanto riesce ad amarci. L’essere persona non deve essere condivisa; l’amore è condivisione. Se io amo una persona desidero che quella persona abbia il meglio, ma se quella persona mi vieta le cose, mi tratta male, mi fa sgarbi ogni volta o mi dice delle brutte cose, quella persona non mi ama. Ognuno di noi, ognuno di voi, bambini, deve crescere nella consapevolezza che voi siete delle creature perfette e meravigliose e nessuno mai deve osare toccarvi”. “Voi siete persone – ha concluso Margherita Ferro – che dovete proteggere innanzitutto voi stessi e proteggere anche i vostri compagnetti”. Subito dopo un momento musicale con i ragazzi di chitarra della secondaria di primo grado diretti dal professore Francesco Pantusa. Loro hanno eseguito il brano “You are not alone (Tu non sei solo)”. A seguire dei momenti di riflessione, a cura degli studenti del liceo classico, scientifico e delle Scienze Umane “Giovanni Falcone” accompagnati del  sottofondo della chitarra di Francesco Pantusa. Si tratta di brani dela Divina Commedia. Questi gli interpreti: Laura Rabita (voce narrante), Ambra Faraci (Francesca), Sveva Faraci (Pia De’ Tolomei), Sofia Russo (Piccarda Donati). Il coordinamenti dai professori Maria Gallua ed Egidio Cumia. Di seguito brani tratti da “Ferite a morte” di Serena Dandini. Queste le lettrici: Ludovica Bonincontro (Il mostro), Sofia Aleo (Le chiavi di casa), Ludovica Piazza (Albachiara), Ilaria Fardella (Luna di miele). Le ultime riflessioni “Medea” di Euripide a cura di Sofia Russo e Syria Collerone. Le due ragazze hanno letto rispettivamente dei brani in greco e in italiano. A seguire, “Preghiera di un uomo” recitata da: Emanuele Cravotta, e Samuele Cavallaro (istituto Agrario). A conclusione della giornata due esibizioni: quella dei ragazzi della secondaria di primo grado “Don Milani” e la  seconda esibizione a cura degli alunni della secondaria di primo grado “Verga” preparati rispettivamente dalle professoresse Roberta La Martina e Adele Mazzaglia. Ringraziamenti sono andati a tutti e ai docenti Pasqua Gulino, Stella Avola, Tina Ferro Giuseppe Patti, Maria Ballati, Rosina Comito, Francesco Pantusa, Aldo Barberi, Angelo Faraci, Angelina Privitelli, Giusy Tummino.  Ringraziamenti anche alle Forze dell’Ordine, alla Cirs alla Croce Rossa, alla collaboratrice Angela Maria Caputo alla segretaria comunale Anna Schirò e a tutti quanti hanno collaborato per la buona riuscita della manifestazione. GAETANO MILINO

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