Il Salotto artistico-letterario “Civico 49” ospita il cantautore barrese Paolo Russo

Il Salotto artistico-letterario “Civico 49” ospita il cantautore barrese Paolo Russo

Gaetano Vicari presenta l’ospite Paolo Russo

Nella riunione di giovedì 28 novembre 2019 il Salotto artistico-letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) ha avuto l’onore di ospitare il cantautore barrese Paolo Russo.  «Sono orgoglioso ed emozionato nel presentare Paolo Russo, musicista eclettico e grande cantautore barrese» Con queste parole, Vicari esordisce nel presentare l’ospite. «Si è diplomato in Didattica della Musica presso l’Istituto musicale “Vincenzo Bellini” di Catania e in Corno presso l’Istituto musicale “V. Bellini” di Caltanissetta. Suona il pianoforte sin dall’età di 4 anni e insegna educazione musicale a Verona. Ha svolto attività tournistica e da studio come tastierista e arrangiatore per diverse band emergenti del panorama della musica italiana ed è stato, inoltre, il tastierista dei Los Reies, della leggendaria famiglia dei Jipsy King; vanta, poi, la partecipazione come ospite alla trasmissione televisiva franco-tedesca “Artè” e la collaborazione con Rai Trade.

Il cantautore barrese Paolo Russo

Come cantautore, invece, esordisce nel 2012 al Lennon Festival, aggiudicandosi il primo premio con la canzone “La Conta dei Ladroni”; nello stesso anno partecipa al MEI di Faenza.  Tra i più recenti riconoscimenti il premio “Un CertainRegard” al prestigioso concorso “Musicultura 2015” nel quale viene selezionato tra gli otto finalisti vincitori con la canzone “U Friscu”. La canzone viene pubblicata attraverso la realizzazione di un videoclip ormai noto e girato nel centro Sicilia (Barrafranca-Centuripe). Questo brano è stato promosso da emittenti radio nazionali e internazionali nell’ambito di programmi radiofonici come Musica Med Live di Radio 1 RAI Palermo, Radio 1 Music Club Radio 1 RAI Roma,  Mediterradio Radio Rai Sardegna-Corsica-Sicilia, è stato inoltre utilizzato come sigla un documentario belga sull’emigrazione degli italiani in Belgio. Nel 2015 ha suonato a Roma negli studi di Radio 1 RAI per la trasmissione Radio 1 Music Club ed è tornato sul palco del Lennon Festival (Catania) in qualità di ospite durante la prima delle tre serate. E’ stato ospite a Radio 1 RAI per la puntata speciale Capodanno 2016. Attualmente, è impegnato in attività concertistica per la presentazione del suo album“Relativamente” e sta lavorando alla produzione di nuovi brani per l’uscita di un secondo album. Il singolo “Relativamente”, che ha dato il nome all’album, è un omaggio alla relatività. All’interno del disco ci sono 4 brani in dialetto siciliano e 7 in italiano, di cui 3 bonus trackspubblicate come singoli con videoclip su Youtube (La conta dei Ladroni – U Friscu – Sicilitudine) e 8 inediti. Il disco ha un sound acustico dal sapore mediterraneo attraverso il quale prendono forma le idee musicali e i testi maturati nel percorso artistico degli ultimi anni. Emergono giochi di parole intrecciati con un’importante tessitura pianistica, l’essenzialità delle linee melodiche si fonde con una ricerca formale che partendo dalla tradizione cantautorale trova un originale identità stilistica.

Paolo Russo

Le sue canzoni, dal carattere brioso, nascono da una commistione di elementi popolari, senza mai tralasciare una personale ricerca creativa, sia nei testi sia nella musica. L’album è stato registrato a Verona da Roberto Cetoli presso l’Accademia Recording Studio ed è stato pubblicato sui principali storeson line. Nel disco hanno suonato Paolo Russo (piano, voce e arrangiamenti); Francesco Casale (batteria); Martino De Franceschi (basso e contrabbasso); Titti Castrini (fisarmonica); Fabrizio Gaudino (tromba e flicorno); Pier Brigo (contrabbasso nella traccia Il Gran Successo)». I testi delle canzoni di Paolo sono vera e pura poesia, come nel brano U FRISCU, dove l’autore descrive la vita del proprio paese natio, Barrafranca. «A la chiazza du paisi ccù li giacchi e li cammisi, pò passari n’annu e un misi… Vugghiu fari all’amuri, haju timpu a passiari … E passa  u timpu passa, ma la vita un cangia… ». Solo chi ha vissuto e amato veemente il proprio paese, può descriverlo in modo così diretto e appassionato. Basti leggere il testo di SICILITUDINE per comprendere come l’autore riesce a descrivere,con dovizia di particolari, la propria terra, i colori, gli odori, le tradizioni che la caratterizzano. «Gialli comi l’oru e niuri comu a pici Li tirreni cu li minnuli e aulivi Tutti sturti ma su ancora vivi ah si putissiru parrari… Vola vola vola sta iurnata Volanu i palummi dintra a casa bannunata…» recita il brano. «Scuta fighiu mia! I gaiu a varba bianca, taliati n’dunnu n’dunnu e dimmi chi ti manca. A vita ie crudeli, ma quant’è bellu amuri, l’amuri è duci comi o meli. Scuta fighiu mia! Un ti fari u sangu amaru a cira squaglia lenta ma u timpu costa caru Curri versu u suli leggeru e senza pisu chi tantu nni vidimmu mparadisu…» Questa è la filosofia del siciliano che l’autore esprime in modo mirabile nel brano IL CONSIGLIO.

Poste le dita sulla sua tastiera che lo accompagna nelle sue esibizioni, Paolo ha eseguito cinque brani tratti dall’album RELATIVAMENTE. I brani sono stati poi commentati da alcuni Soci (ne riportiamo solo una parte, mentre gli interventi completi sono nel video di radioluce). Carmelo Orofino, nel commentare il brano RELATIVAMENTE, fa notare il messaggio che il testo racchiude: «Sotto l’apparente spensieratezza, veicola un messaggio che richiama la filosofia post moderna del pensiero debole, che si occupa dell’indebolimento del pensiero poiché l’uomo contemporaneo non ha certezze etiche, politiche e, di fatto, si arrangia come può, che non si fa coinvolgere da regole esterne. In altre parola la tipica filosofia siciliana che non s’interessa di ciò che succede a due passi da noi. Questo emerge appunto dal testo di RELATIVAMENTE». Nel ricordare l’emozione che anni addietro gli aveva destato ascoltare per la prima volta il brano U CAPITANO, Filippo Salvaggio mette in risalto il tema di una relazione mancata che emerge dal testo della canzone: «S’inizia con una relazione mancata, che si vede subito da questa interrogativa diretta: “Avete visto il capitano, è sparito?”, quasi a volersi relazionare con lui. Nel testo emerge un teatrino, che è un po’ la messa in scena di questo personaggio, come se fosse uno dei pipi siciliani…» «Il testo del brano IL CONSIGLIO- spiega ai presenti Diego Aleo- si apre con un invito a non perdere il coraggio e ammirare la bellezza del creato. E’ un’amara considerazione il verso che recita: “Un simmu propria nenti ndi sta terra”. Le calamità umane imponderabili e incontrollabili e danno la misura della nullità dell’essere umano. Nel tentativo di dare una risposta all’esistenza umana, ci si scopre cittadini di un mondo che ci affratella, “ccà simmu tutti e stessi: niuri, bianchi e russi…” recita il verso.

Gaetano Vicari dona un libro all’ospite

Il brano SICILITUDINE è stato commentato da Rosetta Faraci: «Ascoltarlo dal vivo mi ha suscitato tanta emozione, – spiega Rosetta- rinnovandomi i sentimenti che già avevo provato nel leggere il testo. Da subito mi ha colpito il titolo SICILITUDINE. Siamo abituati al concetto di sicilianità, ma nell’ascoltarti, ho capito che si tratta di un concetto più aulico, che comprende anche il concetto di solitudine, quella condizione esistenziale del siciliano che niente vede e niente sente». «Cultore fine e attento di musica popolare- esordisce Marianna Salvaggio nel commentare il brano U FRISCU- il nostro Paolo, giocoliere versatile di note e di parole, riesce abilmente a trattare con sottile finezza e arguzia, alcune tematiche che si riscontarono non solo a Barrafranca, ma anche nei paesini dell’entroterra siciliano, come il disagio sociale, l’omertà, affrontandoli con quel dinamismo e virtuosismo che gli competono».

Come da consuetudine, al termine Gaetano Vicari ha donato all’ospite un libro come ricordo della serata.

Rita Bevilacqua

 

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