PIETRAPERZIA. Approvato dal consiglio comunale il regolamento dehors.

PIETRAPERZIA. Approvato dal consiglio comunale il regolamento dehors.

- in Pietraperzia

PIETRAPERZIA.  Il via libera è arrivato all’unanimità dei presenti. I lavori d’aula erano stati convocati dal presidente dle consiglio comunale Rocco Miccichè.  Il nuovo regolamento, molto corposo, riguarda la “Disciplina dell’occupazione temporanea di suolo pubblico per spazi di ristoro all’aperto annessi a locali di pubblico esercizio di somministrazione (Dehors)”. Il nuovo regolamento, su proposta dell’assessore Michele Laplaca. Redattore è stato l’ingegnere Salvatore Patti. Un primo regolamento era stato approvato dall’aula il 19 marzo 2018. Quello nuovo, modificato in alcuni punti, è stato approvato nei giorni scorsi.

“I dehors – si legge nella premessa  – sono “Elementi di arredo complementari e di servizio”.  Possono comprendere  un certo numero  di categorie o  voci: tende parasole  o  protezioni  aeree,  sedute,  tavoli,  insegne,  tabelloni informativi, platee sopraelevate, vasi o contenitori per il verde, diaframmi o barriere, impianti tecnologici. Gli  Organi  Comunali  direttamente  coinvolti,  a  supporto  delle   scelte amministrative  sono  l’Ufficio  Tecnico, l’Ufficio  Commercio,  il Comando di Polizia Municipale. Organi esterni potranno essere interessati per le problematiche inerenti gli aspetti igienico-sanitari (A.S.P.) e gli aspetti relativi alla salvaguardia di vincoli paesaggistici e architettonici (Soprindentenza Beni Culturali e Ambientali). “Il presente regolamento – si legge ancora nella premessa – disciplina la collocazione su suolo pubblico o privato di elementi  precari, temporanei e amovibili cosiddetti dehors, asservite esclusivamente e direttamente alla ricezione di utenti di esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, al fine di potenziare la qualità delle attività commerciali attraverso una migliore qualità delle strutture e delle aree di accoglienza, assicurando al contempo il rispetto dei principi di sicurezza e di qualificazione dell’ambiente urbano”. Nello stesso regolamento viene precisano il significato di Dehors “È l’insieme degli elementi mobili o smontabili o comunque facilmente rimovibili posti temporaneamente in modo funzionale ed armonico sullo spazio pubblico o privato, che costituisce, delimita e arreda lo spazio per il ristoro all’aperto adiacente ad un locale di pubblico esercizio di somministrazione di cibi e bevande”. “Sono da considerare – si precisa ancora nel regolamento – manufatti precari a carattere temporaneo destinati ad un uso limitato nel tempo,  volti a soddisfare le esigenze di pubblici esercizi nell’arco temporale della loro durata, collegate quindi ad una attività quali bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, birrerie e simili, senza creare un incremento della capacità insediativa”. “Le strutture devono essere fissate al suolo mediante appositi sistemi di ancoraggio che non richiedono escavazioni sia durante la posa in opera che durante la rimozione”. Il regolamento stabilisce i criteri per la pianificazione dell’occupazione del suolo pubblico e privato nel territorio comunale. Stabilisce pure  le caratteristiche formali, qualitativi, dimensionali e le caratteristiche tipologiche ammesse dei dehors e di altre forme di occupazione del suolo pubblico e privato, nonché l’inserimento ambientale dei medesimi all’interno del territorio comunale. Nello stesso regolamento sono fissate le  procedure per il conseguimento dell’autorizzazione e gli indirizzi per la progettazione di tali manufatti “al fine di migliorare l’ambiente urbano. Poi si disciplina, sotto il profilo quantitativo,  l’occupazione del suolo e la realizzazione di attrezzature speciali collegate ai bar, ai ristoranti e alle strutture turistico ricettive. Gli elementi sono classificati come tavoli e sedie, pedane, elementi di delimitazione. Ci sono poi ombrelloni, tende a sbraccio, coperture su disegno, coperture a doppia falda o a falde multiple, strutture a padiglione temporanee, con possibilità di chiusura stagionale. Per i laboratori artigianali di preparazione di prodotti destinati al consumo diretto è consentita la sola collocazione di un massimo di due panche, ciascuna di massimo metri 2 e di cestini per la raccolta rifiuti da mantenere e svuotare a cura del titolare. “Non è consentito in questo caso occupare sedime stradale destinato alla sosta”. Il Regolamento contiene indicazioni e/o prescrizioni in materia di localizzazione, particolari vincoli ed indirizzi per le successive progettazioni di dettaglio. I dehors sono stagionali “qualora, per le caratteristiche strutturali, è richiesto per un periodo complessivo inferiore all’anno solare”. Sono continuativi qualora la struttura sia richiesta per un periodo complessivo non superiore a all’anno solare”.  I dehors stagionali sono limitati ad un periodo massimo di tre mesi”. Per ottenere l’autorizzazione, il titolare del pubblico esercizio dovrà presentare all’U.T.C. – Servizio Urbanistica – istanza in bollo, indirizzata al Sindaco. Nella domanda vanno indicati: Dati anagrafici e codice fiscale del richiedente (titolare o legale rappresentante dell’esercizio); Ragione sociale se trattasi di Società; Tipologia dell’esercizio a cui si riferisce (somministrazione) inclusi i dati dell’autorizzazione; Autocertificazione attestante il possesso dei requisiti morali e delle abilitazioni all’esercizio dell’attività. Dichiarazione d’impegno al rispetto delle prescrizioni dettate dal presente regolamento e all’impegno alla rimozione del manufatto temporaneo, alla scadenza del termine di validità del permesso, per il ripristino dell’originario precedente stato dei luoghi. È richiesto pure il deposito di polizza fidejussoria o cauzione. La domanda deve essere corredata dalla seguente documentazione redatta da tecnico abilitato alla professione: progetto in tre copie costituito dai seguenti elaborati: relazione indicante tutti i riferimenti allo stato di fatto dell’area interessata, nonché l’indicazione della disciplina di sosta o divieto dell’area su cui il dehor viene ad interferire. Ci vogliono anche la Planimetrie dell’area in scala 1:2000 o 1:1000 e la Planimetria catastale individuanti il foglio di mappa e la particella su cui verrà inserito il dehor. Queste le altre prescrizioni: illustrazioni in scala 1:200 della esatta ubicazione del dehors con quote riferite a fili stradali e/o di fabbricazione; piante, prospetti e sezioni dell’installazione proposta, con i necessari riferimenti all’edificato circostante per quanto riguarda aperture, materiali, elementi decorativi, descritti altresì in almeno due situazioni prospettiche dell’inserimento del dehors nell’ambiente. Planimetrie del dehors inserito di norma in scala 1:50, con le caratteristiche della struttura, dove siano opportunamente evidenziati tutti i riferimenti allo stato di fatto dell’area interessata e delle strade adiacenti nonché l’indicazione della disciplina di sosta o divieto ovvero l’eventuale presenza di fermate di mezzi pubblici, di passaggi pedonali ed accessi diversi, alberature ecc.. Relazione tecnico illustrativa recante la dichiarazione di responsabilità in ordine all’idoneità igienico-sanitaria della struttura ed alla sua conformità alla normativa in materia di sicurezza (statica, stradale ecc..), alla normativa sull’eliminazione delle barriere architettoniche nonché all’assenza di divieti o vincoli alla collocazione della struttura; attestazione che l’immobile destinato all’attività commerciale cui è annesso il dehor sia stato regolarmente autorizzato (con indicazione della superficie autorizzata) e che nessuna modifica è stata effettuata rispetto alle opere autorizzate. Ci volgiono pure documentazione o campione relativa ai colori che saranno adottati per l’eventuale copertura; fotografie a colori (formato minimo cm. 10 x 15, del  tipo a sviluppo non istantaneo) del luogo dove il dehor dovrà essere inserito; nulla osta del proprietario o dell’amministratore dell’immobile, qualora la struttura sia posta a contatto dell’edificio,  eventuale nulla osta dei frontisti interessati qualora la struttura venga posta di fronte ad un altro esercizio commerciale ovvero dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà resa dal richiedente, relativa all’ottenimento degli stessi nulla-osta;  Per le strutture da realizzare in aree condominiali è necessario produrre il preventivo nulla osta dell’assemblea condominiale. Altri documenti: asseverazione di tecnico iscritto all’albo circa la conformità degli arredi alla vigente normativa in materia di superamento delle barriere architettoniche (solo per pedane e strutture a padiglione temporanee).  La richiesta delle autorizzazioni previste per gli edifici e/o le aree vincolati ai sensi del d.lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 (codice dei beni culturali e del paesaggio). Nel caso in cui il dehors debba essere installato sul suolo pubblico per periodi stagionali si dovrà presentare inoltre presso l’ufficio di Polizia Municipale formale istanza in bollo indicante: la zona e la superficie in mq. che saranno soggetti a occupazione allegando una planimetria in scala dell’area interessata all’occupazione, il periodo di occupazione, il tipo di attività che si esercita nel pubblico esercizio che richiede il dehors o altre eventuali motivazioni della richiesta. “Ulteriore documentazione – si legge ancora nel regolamento – potrà essere altresì richiesta ai fini istruttori e ai fini dell’espressione dei pareri interni ed esterni necessari per l’adozione del provvedimento”. L’installazione del dehors ha durata annuale, sia esso collocato su suolo pubblico che privato.  L’autorizzazione per l’occupazione stagionale di suolo pubblico deve  essere rinnovata annualmente previa richiesta di rinnovo di concessione per occupazione di suolo pubblico. La richiesta di rinnovo dell’autorizzazione deve contenere la dichiarazione attestante la totale conformità del dehors a quello precedentemente autorizzato. Copia della comunicazione, debitamente timbrata e datata dall’ufficio preposto al rilascio del provvedimento, dovrà essere allegata alla concessione per farne parte integrante. L’autorizzazione per  l’installazione  del  dehors  su  suolo  di  proprietà comunale può  non essere  rinnovata, nel  caso  di interventi  di  interesse pubblico incompatibili  con la  presenza del  dehors. Sarà  quindi cura  del Comune comunicare con  il dovuto  anticipo l’impossibilità  di rinnovo  del­l’autorizzazione; analogamente,  potranno  essere richieste  modifiche  nel­l’installazione del dehors, rispetto a quanto  già autorizzato, nel caso  in cui debbano venire apportate  modifiche, da parte  del Comune, agli  assetti dimensionali ed altimetrici dei siti interessati. “L’occupazione di suolo per i “dehors” deve realizzarsi di norma davanti all’esercizio del concessionario e a tal fine dovrà essere prodotta dichiarazione sostitutiva di certificazione e di atto di notorietà resa dal richiedente. Qualora l’occupazione riguardi dehors che si estendono anche in spazi limitrofi, quali: aree antistanti negozi adiacenti, aree in corrispondenza di finestre o altri punti luce, aree poste davanti ad ingressi condominiali, aree private soggette a servitù di pubblico passo, dovrà essere prodotto l’assenso scritto dei proprietari e/o degli esercenti e/o dell’amministrazione dello stabile, secondo i soggetti interessati”. Allo scadere del termine dell’autorizzazione ogni singolo elemento del dehors dovrà essere rimosso dal suolo pubblico L’occupazione abusiva del suolo pubblico, con dehors non autorizzato o non rimosso a seguito di scadenza o revoca di autorizzazione, comporterà la sanzione amministrativa pecuniaria, nonché la sanzione amministrativa accessoria dell’obbligo per l’autore della violazione stessa di rimuovere le opere abusive a proprie spese, così come previsto dall’art. 20 del Nuovo Codice della Strada. Nel caso di mancata rimozione volontaria da parte dell’autore della violazione, le opere abusive saranno rimosse dall’ente comunale. Il materiale rimosso verrà conservato in locali od aree idonee, con addebito delle spese sostenute per la rimozione e la custodia al netto del deposito cauzionale o dell’escussione della fidejussione. Detto materiale sarà tenuto a disposizione dell’interessato per 60 giorni; scaduto tale termine si provvederà ad emettere provvedimento di confisca. Nessun indennizzo è dovuto per il deterioramento delle attrezzature eventualmente verificatosi per le operazioni di smontaggio, trasporto o per qualsiasi altra causa di forza maggiore. Delle relative operazioni si dovrà dare atto in apposito verbale di rimozione redatto da personale del Corpo di Polizia Municipale. La concessione di occupazione di suolo pubblico per i “dehors” può essere revocata secondo quanto stabilito dal Regolamento per l’applicazione del canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.  La concessione può essere altresì revocata qualora si verifichi una delle seguenti situazioni: previa diffida, quando agli arredi autorizzati siano apportate sensibili modificazioni rispetto al progetto approvato, nonché in caso di inottemperanza alle norme del presente regolamento e alla legislazione vigente; previa diffida, quando gli impianti tecnologici non risultino conformi alla normativa vigente; previa diffida, qualora la mancanza di manutenzione comporti nocumento al decoro e/o pericolo per le persone e/o le cose e i manufatti non siano in perfetta efficienza tecnico-estetica; qualora vengano a mancare le autorizzazioni prescritte dall’art. 2, comma 2 del presente regolamento; qualora l’occupazione sia provatamente causa di disturbo alla quiete pubblica, previa diffida a rimuovere le cause del disturbo; in caso di mancato pagamento del canone dovuto per l’occupazione di suolo pubblico. Gaetano Milino

 

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