Pietraperzia. Al via i cantieri di lavoro RMI

Pietraperzia. Al via i cantieri di lavoro RMI

- in Pietraperzia



PIETRAPERZIA. Hanno preso il via i cantieri di lavoro per gli operai del RMI (Reddito Minimo di Inserimento) gestiti dal comune e finanziati dalla regione. Gli operai in partenza erano 22 e sono scesi a 12 perché alcuni hanno lasciato. I lavoratori in forza sono: Alfieri Maria, Giuseppe Di Lavore, Vincenzo Di Lavore, Massimiliano Di Lorenzo, Loredana Di Natale, Nunzia Incaudo, Santo Ippolito, Rosaria Mancuso, Filippa Spampinato, Silvana Spampinato, Russe Giuseppe e Salamone Calogero. Quest’anno sono otto i cantieri finanziati dalla Regione assessorato al lavoro. 1)Servizio di custodia della villa comunale. 2) Servizio di custodia degli uffici comunali. 3) Supporto alle manifestazioni organizzati dall’amministrazione comunale. 4) Servizio di manutenzione viaria urbana. 5)Servizio di manutenzione e pulizia del verde pubblico. 6)Servizi di manutenzione degli edifici comunali. 7) Servizi di manutenzione degli impianti sportivi. 8)Programma di lavoro per servizi scolastici – sociali e demografici. Già in questa prima fase gli operai sono stati impegnati nella pulizia del paese, nel verde pubblico, e nella gestione della villa comunale. La delibera di giunta prevede che i lavoratori resteranno in attività fino al 30 maggio. Il nuovo bilancio regionale approvato dall’assemblea prevede il mantenimento in servizio fino al 31 dicembre. L’assemblea regionale ho discriminato questi lavoratori del RMI, infatti ha messo a tempo indeterminato altre categorie, mentre queste restano nel zona di precariato. Un problema che si trascina da anni è quello della retribuzione degli operai perché la Regione ritarda l’accreditamento. L’anno scorso parecchie mensilità sono state anticipate dal comune, con delibera della Giunta di Antonio Bevilacqua. Per questa categoria nel bilancio regionale è prevista la somma di due milioni. I 12 operai occupati dal comune mensilmente costano circa sei mila euro.
Ogni anno questi operai partono al lavoro con ritardo perché si aspetta il decreto della regione che quest’anno li ha immessi al lavoro un mese di ritardo cioè il 6 febbraio scorso.
“Speriamo – dichiara il vice sindaco Laura Corvo – che i finanziamenti arrivano in tempo opportuno. C’è una pastoia burocratica alquanto tortuosa che mette in difficoltà amministratori ed operai. La lentezza borbonica tipica del vertice regionale crea sacche di disagio e di malessere nelle famiglie, dove ci sono impegni anche per i propri bambini. L’anno scorso alcuni esercenti non hanno voluto fare credito agli operai. Questo disguido ci crea notevoli problemi specie quando dobbiamo anticipare delle mensilità”.
Giuseppe Carà

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