Pietraperzia. “Signuri di li fasci” del Venerdì Santo. Quest’anno non si legano le fasce da 1 a 150

Pietraperzia. “Signuri di li fasci” del Venerdì Santo. Quest’anno non si legano le fasce da 1 a 150

- in Pietraperzia
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Tutte le altre fasce, tranne i numeri che vanno da 1 a 150, si possono legare. La festa in paese è molto sentita. Ogni anno arriva gente da ogni parte. Numerosissimi i forestieri. Altrettanto numerosi i pietrini sparsi nel mondo che tornano per non mancare l’appuntamento con “Lu Signuri di Li Fasci”. Ad organizzare il tutto il parroco pro tempore della matrice e la confraternita “Maria Santissima del Soccorso”. Il parroco della chiesa Madre di Pietraperzia attualmente è don Osvaldo Brugnone. Il Governatore della “Maria Santissima del Soccorso” è Giuseppe Maddalena. Nei giorni di quaresima i confrati hanno riproposto, in varie parti del paese, “La Ladata”. Si tratta di lodi in dialetto pirzisi sulla passione e morte di Nostro Signore. Domani pomeriggio, Venerdì Santo, alle 15,00, nella chiesa del Carmine, deposizione della Croce, preceduta da alcune preghiere sulla passione e morte del Signore. Molto suggestivi il raccoglimento e la devozione che caratterizzano l’intera celebrazione. Il crocifisso viene quindi portato alla . vicina Madrice per l’adorazione della croce. Viene quindi riportato al Carmine al termine del rito di svelamento della Croce. Alle 17,00 il Crocifisso viene posto sull’antica croce che si spezzò nel 1904 durante la processione. Si comincia con la benedizione di “Li misureddi”. Alle 18,00 si comincia con la legatura delle fasce. Si tratta di nastrini rossi che ognuno si lega al polso o al braccio. Di seguito, davanti lo spiazzale, vengono portati sia la Croce che la vara, mentre il Crocifisso viene posto sulla Croce che si trova dopo la sfera o “munnu” e si comincia con il legare le fasce. Ognuna, di lino bianco, è lunga 33 metri, tanti quanti gli anni di Cristo. Vengono annodate a metà della loro lunghezza in un cerchio di ferro collocato in cima ad una lunga trave di legno. Sopra viene sistemata una sfera multicolore, il mondo. Al di sopra di tale sfera viene collocato il Crocifisso. L’anima di “Lu Signuri di li fasci” è rappresentata proprio dalle Fasce che vengono allentate o tirate, durante la processione, a seconda delle esigenze. Bella ed emozionante, alle 20,30, l’alzata al battere di tre colpi sulla vara. Molto spettacolare, il restringersi delle fasce al passaggio in strade strette. Grande maestosità al passaggio in punti larghi del paese come la centralissima Piazza Vittorio Emanuele. La processione viene accompagnata da tre bande musicali. In processione ci sono pure la Madonna Addolorata, portata a spalla dalle consorelle della omonima confraternita – Governatrice Ausilia Vitale – e la vara del Cristo nell’Urna. Vengono attraversate le principali vie del paese fino ad arrivare alla Santa Croce, nella parte bassa del paese. Toccante il grido di “Pietà e Misericordia Signuri” che si leva durante la processione. Molto spettacolare anche la “girata” alla Santa Croce per riprendere la via del ritorno verso la chiesa del Carmine. La processione arriva alla chiesa del Carmine verso le due di notte. Arrivati alla vicina chiesa Madre, l’Addolorata viene fatta passare sotto Lu Signuri di li fasci” e riportata nella stessa chiesa Madre.Si riprende quindi il cammino verso la chiesa del Carmine. Al termine della processione, viene smontato il tutto. Il crocifisso viene prelevato e ritirato al Carmine con il suggestivo rito di “Lu Passamanu”. Gaetano Milino

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