Orietta Strazzanti presenta al Salotto artistico- letterario “Civico 49” il suo romanzo “Una singolare avventura”

Orietta Strazzanti presenta al Salotto artistico- letterario “Civico 49” il suo romanzo “Una singolare avventura”

L’autrice barrese Orietta Strazzanti

Giovedì  21 settembre 2017 sono riprese le riunioni del Salotto artistico- letterario “Civico 49” di Barrafranca (EN) con la presentazione del romanzo “Una singolare avventura” dell’amica Orietta Strazzanti e sorella di Gino Strazzanti, membro del Salotto. A presentare il libro Diego Aleo. Orietta Strazzanti nasce a Barrafranca ma trascorre la sua adolescenza a Roma in un collegio di suore, fino al conseguimento del diploma magistrale. Successivamente si trasferisce a Desio, in Brianza,  svolgendo la sua opera di educatrice come docente, prima nella scuola primaria e poi, dopo avere conseguito la laurea, in una scuola secondaria di secondo grado; ma è qui che è divenuta sposa e madre. Ora, in pensione, vive tra le due regioni e sogna con nostalgia quei luoghi che l’hanno vista protagonista di tanti eventi. ” A Desio Orietta, con l’aiuto di una miriade di volontari,- spiega Diego Aleo- ha fondato una scuola per stranieri. È stata un’esperienza fondamentale per la sua vita, che ha rafforzato nel suo animo l’apertura al dialogo e alla solidarietà. È di questa esperienza che sono intessute le pagine di questo libro”. Il romanzo racconta l’avventura verso l’altro, lo sconosciuto, proveniente da paesi lontani. Le vicende narrate sono realmente accadute in una piccola città del nord Italia, Desio nella Brianza. I fatti narrati scaturiscono da una vibrante indignazione davanti ad un manifesto in cui il sindaco dichiara la volontà di allontanare dalla città gli ultimi, i diversi. “È un libro estremamente interessante- continua Diego- perché tra le altre cose, racconta storie, anche straordinarie, nelle quali tutti possiamo riconoscerci; ci insegna qualcosa che non sappiamo sulla vita di paesi lontani, su qualcosa che può anche capitare a tutti noi. L’amore è vita. Solo l’amore è protagonista di questo libro assieme alla famiglia; ed è anche l’autrice che, con abilità e acume, tesse la tela intorno alle vicende narrate e le rende unitarie, coese, armoniche.” Sono le storie di Amal, siriana profuga, di Ahisha, pakistana, che narra la terribile traversata del fratello. È il viaggio di una ragazza dell’Ecuador. Sono le storie di tante alunne: storie di vita, di cultura diversa, di disagio, di povertà, di mancanza di comprensione, d’isolamento. Emozionante il momento in cui Jole Virone ha letto una poesia del fratello di Orietta, Giuseppe, scomparso da pochi giorni, che parla del disagio e della solitudine che prova un emigrato, condizione che il suddetto aveva provato all’età di diciotto anni, quando ha dovuto emigrare in Germania.

“Solo, si solo,

come una foglia secca

in cima a un albero,

come la qualsiasi cosa

sotto un marciapiede.

Solo, solo e vuoto,

come un bidone d’immondizia,

come una grande stanza,

buia e silente,

solo e triste

come un uomo lontano,

tanto lontano, dalla felicità.” (Giuseppe Salvatore Strazzanti, Nettling, ott. 1968).

“Ho voluto che si leggesse questa poesia- spiega Orietta- in quanto riesce a esprimere, meglio di qualsiasi altra spiegazione, la condizione di solitudine dei migranti, costretti a lasciare le loro terre, per rifarsi una nuova vita”.

La copertina del libro è stata realizzata dall’amica di sempre Maria Costa. “A ispirarmi l’immagine che dovevo realizzare come copertina, – spiega Maria – è stata una delle vicende narrate del libro: quelle di una signora analfabeta, che aveva imparato a leggere e scrivere con un codice linguistico diverso da quello della sua cultura”. L’immagine, a colori forti e brillanti, raffigura due donne, una vestita di rosso, simbolo delle donne migranti, e un’altra vestita di azzurro, il colore del cielo, simboleggiante la cultura, l’insegnante che aiuta. La signora vestita di rosso è seduta davanti ad un classico panchetto di scuola, che l’artista ha voluto rappresentare in modo sproporzionato rispetto a tutta la prospettiva dell’immagine, per simboleggiare l’istituzione che, al momento dell’apertura della scuola a Desio, in Brianza, si è disinteressata del tutto. Difatti, dietro le spalle della donna in rosso, si legge sul muro la scritta “scuola” sul muro e non su una lavagna, proprio perché ne era priva. Nello sfondo si vede la Torre del Palagi di Desio. Il tutto è stato racchiuso in un ovale (ovale com’è ovale un uovo), simbolo della nascita, la nascita della scuola per stranieri voluta fortemente dall’autrice del libro. Al termine il padrone di casa, Gaetano Vicari. ha comunicato che Orietta sarebbe diventata membro effettivo del Salotto.

La serata è stata allietata dalla melodia di brani, come “La Sonata n° 8 per pianoforte” conosciuta come “La Patetica” di Ludwig van Beethoven; il brano “Walzer n.2 da Jazz Suite” di Dmitrij Shostakovich e il “Notturno in do minore” di Fryderyk Franciszek Chopin, eseguiti al pianoforte dal giovane barrese Mattia Spagnolo.

Mattia Spagnolo nasce il 04/08/1999 a Caltagirone. All’età di 8 anni inizia a studiare il pianoforte seguito dalla maestra Mariangela Amore che lo prepara alla prova di ammissione del conservatorio “Vincenzo Bellini” di Caltanissetta superata all’età di 10 anni. Continua tuttora il percorso formativo dopo aver sostenuto con successo gli esami di livello elementare e intermedio preparandosi per entrare all’Afam (triennio accademico). Nel corso degli anni ha partecipato a vari concorsi nazionali e internazionali, ottenendo ottimi risultati, inoltre ha partecipato a numerose manifestazioni musicali in Sicilia.

Rita Bevilacqua

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