L’orazione popolare siciliana “I PARTI di SANTA BRIGIDA”

L’orazione popolare siciliana “I PARTI di SANTA BRIGIDA”

Il 23 luglio la Chiesa festeggia Santa Brigida di Svezia, compatrona d’Europa e venerata dai fedeli per le sue “Rivelazioni”. Brigida nacque nel 1303 nel castello di Finsta, nell’Upplandi (Svezia). Sposò Ulf Gudmarson, governatore dell’Östergötland, dal quale ebbe otto figli. Secondo la tradizione devozionale, nel corso delle prime rivelazioni, Cristo le avrebbe affidato il compito di fondare un nuovo ordine monastico. Nel 1349 Brigida lasciò la Svezia per recarsi a Roma, in occasione dell’anno giubilare e ottenere l’approvazione per il suo ordine, l’Ordine religioso di Ss. Salvatore, che avrebbe avuto come prima sede il castello reale di Vastena, donatole dal re Magnus Erikson. L’approvazione papale si ebbe solo nel 1370 da papa Urbano V. Rimase a Roma fino alla sua morte avvenuta il 23 luglio 1373. La sua canonizzazione avvenne nel 1391 per opera di Papa Bonifacio IX. L’Ordine del SS. Salvatore, le cui religiose sono dette comunemente “Suore Brigidine”, ebbe per due secoli un grande influsso sulla vita religiosa dei Paesi Scandinavi. Santa Brigida è famosa per le sue Rivelazioni, sublimi intuizioni e soprannaturali illuminazioni, che ebbe per tutta la vita e che furono poi raccolte in otto bellissimi volumi.

Nel meridione e soprattutto in Sicilia la devozione a Santa Brigida è grande: difatti esistono diverse varianti dell’orazione conosciuta come I PARTI DI SANTA BRIGIDA. Quest’orazione ha per argomento le famose “Rivelazioni Celesti” che Cristo fece a Brigida riguardanti la sua Passione. L’orazione, sia nelle sue versioni cantate, sia in quelle recitate, è una delle più interessanti espressioni religiose tramandate dalla cultura orale, basata sul tema contemplativo della Passione di Gesù Cristo, secondo alcuni motivi ricorrenti nella fabulazione drammatica del mito pasquale.  Propagatori dell’agiografia e quindi ispiratori delle preghiere popolari furono i cantastorie ambulanti che, con il loro girovagare, diffondevano le vicende dei Santi e non solo, tra gli strati più bassi della popolazione, trasmettendo quella cultura che, ai nostri giorni, c’è data dai libri e dalle moderne fonti d’informazione. Per la consuetudine di Brigida col soprannaturale, la pietà popolare pose sotto la sua protezione il momento della morte. Tale canto è stato variamente adattato e contaminato dalle diverse forme di folklore che contraddistinguono la Sicilia. Lo schema, però, è rimasto sostanzialmente eguale e consiste di due parti: la prima è una sommaria esposizione della passione di Cristo, mentre nella seconda s’invoca una buona morte. Si recitano per 3 anni per ottenere certe promesse indicate nelle versioni più note, ossia quelle tradizionali (1 anno e 12 anni). Le orazioni di Santa Brigida si possono recitare per 1 anno o per 12 anni e le promesse per chi le reciterà. La preghiera recitata per 40 giorni consecutivi come indica l’orazione stessa fornisce comunque dei benefici immensi. Queste si recitano per 3 anni e sono seguite da 7 Padre Nostro e 7 Ave Maria. Qui riportiamo la versione in dialetto barrese recitata dalla compianta Giuseppina La Zia:

I PARTI DI SANTA BRIGIDA

Brigida Santa ‘nginucchiata stava

davanti  o Crucifissu chi chiiangiva

la passione ci la rivilava

di li spini ci mintiva,

con una manuzza la torcia accantu tiniva,

con l’altra manu lu libbru liggiva.

Subbitu Gesù Crucifissu a rispunnutu,

prestu ‘cu Santa Brigida a parlatu

ci cunta li flagelli chi patì

la passioni ci la rivela.

Giuda di Marcu quannu mi ferì con

una Santa mascidda mi pigghià.

Brigida cadì a terra e stranguscì,

di lacrimi lu pittu si lavà.

Su, susiti Brigida chi ti haiu canusciutu,

Cristu dell’arma tò si è infiammatu

chi si ni penti di li sò piccati

Dio perdona a ttia ogni offesa.

20 surdati purtavanu a mia

300 volte cascai per la via

e quannu a casa di Anna mi purtarunu

per la città mi cunnuciru

e strettu alla colonna mi taccaru

3 ossa dalla spalla mi nisciru

la stessa notte che mi flagellaru e in piedi nun putia stari

la mattina ebbi a parlari la mia Matri divina

ebbi 320 ributtuna

1666 furunu lu curpi scurriati

e i suldati ivanu avvicinannu

e unu chi battia cu la catena,

la catena al collo mi attaccaru,

‘nti Pilatu mi purtaru a trascinuni.

Pilatu era affacciatu a lu barcuni

e con un mantello di spellatu finu,

tannu gli Ebrei cuminciarunu a diri:

Cristo di omo più non può campari,

rispunni unu lempiu e sottili,

a Cristu di nuovo l’ammu fricillari.

Oh Bricida cominciaroni li martiri,

oh Brigida mi vinniru a ‘ttaccari

e duluri smisuratamenti,

povera mammma quantu mi nutrì,

quannu al monte calvariu mi chianaru,

cascaiu in terra cu tutta la cruci

la facci e li ginicchia mi straziaiu

quantu fu grande e pesante la cruci,

una cosa sula mi soddispiacì

chi va ciancinnu ma Matruzza duci.

Chi iurnata crudeli fu tannu

lu suli si cuprì di malu signu

la Matri santa ci dissi a Giovanni:

tocca a ma fighiu si è vivo o morto.

Giovanni Santo si vota ciancinnu

pazienza madri mia che già finì.

Questa orazione chi la vuole dire per 40 giorni,

di mala morte non si può morire

e Dio ne scanza di peni infernali

3 giorni prima la comunione, Santa Brigida ne viene a visitare

e quannu è ura di muriri

Gesù Cristu mi viene accumpagnari.

Questa litania va a cuntu nostro

dici nn’Avi Maria e un Patri nostru. (Giuseppina La Zia)

Tratto da : SETTIMANA SANTA A BARRAFRANCA di Rita Bevilacqua, edito da Bonfirraro Editore, 2014.

Rita Bevilacqua

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