2 febbraio festa della CANDELORA- origine e significato

2 febbraio festa della CANDELORA- origine e significato

Giotto_-_Scrovegni_-_-19-_-_Presentation_at_the_TempleIl 2 febbraio la Chiesa festeggia la “Presentazione di Gesù al tempio“, conosciuta come CANDELORA. Il termine deriverebbe dal tardo latino “candelorum” (festa delle candele), in riferimento all’accensione delle candele che avviene in questa giornata. La festa è anche detta della “Purificazione di Maria” perché, secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi.

Le origini di tale festa risalgono al periodo romano. Nella Roma antica il mese di febbraio era un momento contrassegnato dal caos, dal rimescolamento tra vecchio e nuovo e non a caso è ancora oggi legato al Carnevale, la festa celebrativa della confusione e del ribaltamento delle regole. Macrobio sosteneva che la parola latina februarius fosse connessa ai riti purificatori.  Februare, infatti, significa purificare, espiare. Numa aveva dedicato questo periodo al dio Februus: in questi giorni andava purificata la città e onorati i defunti e gli appartenenti al mondo infero. Nella februatio, la purificazione della città, le donne giravano per le strade con ceri e fiaccole accese, simbolo di luce. lupercalia-1Lupercali o Lupercalia si festeggiavano alle Idi di febbraio (il 15), per i romani l’ultimo mese dell’anno, e serviva a purificarsi prima dell’avvento dell’anno nuovo e a propiziarne la fertilità. I Lupercalia durarono sino al 496 d.C., quando Papa Gelasio I li proibì, eleggendo il martire Valentino vescovo di Terni come santo protettore degli innamorati e stabilendone la festa proprio il 14 febbraio, e sostituendo definitivamente Luperco e la Dea Purificatrice Giunone con la ricorrenza, il 15, della Purificazione di Maria Vergine. Nella tradizione celtica questa ricorrenza è chiamata invece Imbolc (da imbolg – nel grembo) e risulta particolarmente legata alla Dea Brigit (o Brigid), divinità del fuoco, della tradizione e della guarigione; anche questa festa subì delle trasformazioni con l’avvento dell’era cristiana e l’antica Dea fu sostituita da santa Brigida, cui sono attribuite tutte le caratteristiche della divinità, in particolare quella del fuoco sacro.

La festa della Candelora celebrata dalla Chiesa romana al 02 febbraio fu introdotta solo nel VII secolo, adottando una festa della Chiesa orientale che festeggiava, fin dal IV sec., la Presentazione al Tempio del Signore e la relativa purificazione rituale della madre. Secondo la legge ebraica,  la donna dopo il parto di un figlio maschio doveva rispettare un periodo di quarantena al quale seguiva una cerimonia di purificazione che le consentiva di rientrare nella comunità (Levitico 12,2-4). Allo stesso modo Maria Vergine, 40 giorni dopo il parto del 25 dicembre, era purificata nello stesso momento in cui il fanciullo veniva “presentato al tempio”. Per la purificazione la donna si presentava davanti alla chiesa, ma non entrava: il prete usciva dalla chiesa, le dava la candela in mano, la benediceva e solo allora ella poteva entrare in chiesa per il battesimo del bambino. La solennità si celebrava a Gerusalemme nel IV sec. La testimonianza di una pellegrina Egeria ci dice che era celebrata il quarantesimo giorno dopo l’Epifania, ma quando la data del Natale fu universale, cadde 40 giorni dopo il 25 dicembre, quindi il 2 febbraio. La diffusione di questa festa trovò sanzione con Giustiniano che nell’anno 542, al fine di scongiurare una pestilenza, ne prescrisse la celebrazione nell’Impero, dichiarandone festivo il giorno.

candeleElemento centrale del rito  è l’accensione delle candele, quindi il richiamo alla LUCE.

Il FUOCO è segno di forza interna, di fecondità e di purificazione: così era sentito nei riti pagani. Nel cristianesimo si è purificato nella LUCE, identificandosi nello Spirito e nella Parola di salvezza. Il rito religioso prevede, durante la celebrazione della santa messa, la “benedizione delle candele” che i fedeli portano a casa.

Un detto classico sulla “Candelora” recita: ”Madonna della Candelora dell’inverno sèmo fòra, ma se piove o tira vento, de l’inverno semo ancora ‘rento.”

In siciliano il detto recita: “Ppà cannalora a mmirnata ie fora… Ma se fora un iè, n’atri quaranta jorna cci nn’è.” Secondo la saggezza contadina, se il giorno della “cannalora” il tempo era buono, allora si che l’inverno stata per finire. Se in quel giorno invece pioveva o c’era vento, il brutto tempo sarebbe continuato per altri 40 giorni, ossia a livello meteorologico il mese di Marzo sarebbe stato freddo e piovoso!. Questo perché la Candelora coincide con un momento di passaggio, tra “l’inverno/buio/morte” e la primavera/luce/risveglio. Questo passaggio è celebrato attraverso la purificazione e la preparazione alla nuova stagione.

Altri detti siciliani:

“A la Cannilora, ogni gaddìna veni a ova” ossia in questo giorno ogni gallina, anche quella più giovane, inizia a fare uova.

Pi la Cannilora figghia a vecchia e figghia a nova”  ossia nel giorno della Candelora sia la gallina vecchia che quella giovane fanno tante uova.

Rita Bevilacqua

 

 

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