Salviamo l’Organo a Canne della Grazia, una bella notizia!

Salviamo l’Organo a Canne della Grazia, una bella notizia!

Con un articolo pubblicato il 27 Maggio del 2015 abbiamo fatto conoscere uno strumento musicale liturgico unico nel suo genere a Barrafranca. Ebbene siamo lieti di darvi una bella notizia, nella mattinata di oggi 15 Luglio 2016 il vicario foraneo Don Salvatore Nicolosi ci ha comunicato che Don Giuseppe Paci, membro del Consiglio Diocesano per gli Affari Economici, ha dato il via all’iter per il restauro dell’organo a canne. E’ stata tanta la commozione di Gino Crapanzano che ha insistito tanto affinché lo strumento ritornasse a suonare, ricordiamo che tanti matrimoni negli anni ’70 furono accompagnati proprio da quest’organo suonato da Gino e dal fratello Alessandro. La settimana prossima il tecnico di una ditta specializzata verrà per una ricognizione iniziale.

Forse non tutti i Barresi sanno che all’interno della Chiesa della Madonne delle Grazie nel 1913 fu istallato, dagli organari Damiano Polizzi e figli di Caltanissetta un organo con 500 canne, bassi in legno

, pedaliera e 4 registri. Lo strumento, che prima era di colore verde, fu fatto restaurare da Padre Luigi Faraci nel 1971 da una ditta della Toscana. Assieme al mantice, che era manuale, venne inserita una soffiante elettrica cosicché l’organo poteva essere suonato solo da una persona. Lo strumento rimase attivo fino agli anni ’80, il motivo per cui non veniva utilizzato era che gli organisti, compreso il sottoscritto, “seguivano” la tonalità del coro ad orecchio e quindi era necessario trovare le note spostando la tastiera, il famigerato “traspose” largamente usato anche oggi. Molti matrimoni di quegli anni furono accompagnati da questo organo, le tastiere di oggi in confronto fanno venire il voltastomaco, immaginate la marcia nuziale suonata con tutti i registri e quindi con tutte le 500 canne ed i legni. Purtroppo non abbiamo registrazioni del suono poichè qualche musicassetta è stata smarrita, ma chi si è sposato in quel periodo forse potrà avere il matrimonio su pellicola. Questo articolo vuole essere l’inizio di una bella storia che speriamo si concluda nel migliore dei modi e cioè il restauro di questo strumento unico a Barrafranca, se si fa eccezione per un altro organetto più piccolo che si trovava nella chiesa del convento rubato insieme ad altri libri, quadri da gente senza scrupoli. Stiamo lavorando per ricostruire la storia di questo gioiello per lasciarlo alle future generazioni barresi, questo sarà il primo di una lunga serie di articoli dedicati a questo strumento perchè provvederemo ad inoltrare alle autorità diocesane ed a S.E. il Vescovo la richiesta di restauro.

Gino Crapanzano

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