Arrestati gli autori della rapina perpetrata al Banco Popolare Siciliano nel mese di aprile del 2015

I ladri si introdussero all'interno della banca e rubarono circa 8mila e 500 euro nel mese di aprile dello scorso anno

Nella tarda serata di ieri i militari della stazione di Barrafranca congiuntamente ai colleghi di quella di Piazza Armerina, in esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere n. 3289/15 RGGIP emessa in data 28.03.2016 dal G.I.P. presso il Tribunale di Enna, traevano in arresto:
INFANTINO ANTONINO, di anni 36 residente a Catania, fruttivendolo, pregiudicato, in atto detenuto presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”;
NIGRO MARIA LUANA, di anni 35, residente in Ramacca, disoccupata, pregiudicata.
A seguito della rapina a mano armata perpetrata a Barrafranca in data 16.04.2015 presso il Banco Popolare Siciliano, durante la quale due ignoti malfattori, dopo essersi introdotti all’interno della filiale, si facevano consegnare dal cassiere dietro la minaccia di una pistola la somma in contanti di 8.500 euro circa, il Giudice per le indagini preliminari, dott.ssa Maria Luisa BRUNO, concordando con la tesi investigativa della Procura della Repubblica di Enna, emetteva Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere nei confronti delle suddette persone.
In particolare, le indagini condotte dai militari delle Stazioni Carabinieri di Barrafranca e Piazza Armerina, sotto la direzione del Sost. Proc. Dott. Ferdinando LO CASCIO e, successivamente, dal Sost. Proc. Dott. Giovanni ROMANO, permettevano di individuare nelle persone di Infantino Antonino e Nigro Maria Luana gli autori della rapina.
Nell’immediatezza dell’evento delittuoso a seguito dell’esame del sistema di videosorveglianza e dalle informazioni acquisite dai presenti, è stato possibile ricostruire che, verso le ore 15:10 del 16.04.2015, due soggetti, un uomo ed una donna entravano, attraverso la bussola, in successione, all’interno del predetto istituto di credito. L’uomo, dopo aver atteso qualche istante nell’area adibita al pubblico, mentre la donna distraeva l’unico impiegato addetto alla cassa con il pretesto di chiedere informazioni, scavalcava la postazione di lavoro e, dopo averlo spinto e minacciato, puntandogli una pistola alle spalle che teneva occultata all’interno del giubbino, gli intimava di impostare il timer di apertura della cassaforte; nel frattempo, la donna minacciava i clienti presenti.
I due rapinatori, quindi, si impossessavano della somma di 8.500 euro circa e si dileguavano fuggendo prima a piedi e, subito dopo, a bordo di una Kia Picanto risultata rubata a San Giovanni la Punta (CT), rinvenuta poco distante dall’istituto di credito, per poi proseguire a bordo di una Fiat Punto di colore scuro.
Dall’attività info-investigativa posta in essere, si riscontrava che nello stesso periodo, una donna si era resa responsabile di un altra rapina in provincia di Agrigento. Considerando il modus operandi, ovvero la partecipazione di una donna nell’azione criminosa, si acquisivano le foto dei soggetti autori di quella rapina al fine di compararle con quelle dei soggetti che avevano rapinato il Banco Popolare Siciliano di Barrafranca.  Dall’esame delle foto, si riconoscevano le effigie dei rapinatori riconducibili a NIGRO Maria Luana e INFANTINO Antonino, le quali risultavano perfettamente sovrapponibili con quelle dei due rapinatori della banca di Barrafranca.
Sulla scorta degli elementi acquisiti, veniva effettuata una perquisizione domiciliare a carico degli stessi al fine di rintracciare gli indumenti indossati all’atto della rapina nonché ogni altro utile elemento ai fini delle indagine.
Le perquisizioni consentivano di rinvenire nella disponibilità di INFANTINO una pistola semiautomatica cal. 7,65, con matricola abrasa e un paio di jeans indossati durante la rapina, parimenti, anche presso l’abitazione della NIGRO venivano rinvenuti gli stessi capi d’abbigliamento da lei indossati durante la rapina di Barrafranca.
Nella circostanza INFANTINO veniva tratto in arresto per ricettazione e detenzione abusiva di armi e munizioni e tradotto presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza”.
Infatti, il predetto nella serata di ieri veniva raggiunto dall’odierno provvedimento proprio presso il suddetto carcere catanese dove si trovava ancora detenuto.
La Nigro, invece, veniva rintracciata dai militari a Mascalucia all’interno di un’abitazione in via Vasari. La predetta, dopo le formalità di rito, è stata anch’essa tradotta presso la Casa Circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante.

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