Chiusura di alcune emittenti tv siciliane, ora tocca alle radio?

Chiusura di alcune emittenti tv siciliane, ora tocca alle radio?





Il digitale terrestre DVB-T doveva essere la soluzione per risolvere tutte quelle problematiche relative alle interferenze nei canali TV in Italia. La Sicilia, in particolare, che ha sempre avuto il maggior numero di emittenti per abitante e quindi l’occupazione di frequenze maggiore di altre emittenti di altre regioni. Dopo l’avvio della sperimentazione e il cosiddetto switch off, sembrava che tutto dovesse procedere per il verso giusto. Invece non pochi sono stati i problemi affrontati dagli utenti per poter vedere e gestire correttamente i programmi televisivi tanto che oggi, con l’avvento del 4G che ha tolto alla TV ben 10 frequenze (can 60 – 69), non ha fatto altro che peggiorare le cose. Altre spese per gli utenti per l’acquisto dei filtri LTE e le modifiche alle antenne.  Come se non bastasse la solita Europa ci dice che il DVB-T è già vecchio e poco funzionale e deve essere sostituito con il più efficiente DVB-T2, quindi sostituzione dei decoder non compatibili, invitiamo i lettori che devono acquistare un TV di richiedere questo sistema, pena ritrovarsi in mano un televisore non funzionante.

Ma il ministero si è accorto che alcune frequenze assegnate alle TV locali, chissà perchè solo a loro, di regioni di confine interferivano, a suo dire, con i paesi confinanti anche di oltremare, Libia, Tunisia, Algeria, Albania ecc… secondo accordi internazionali fissati molti anni fa, in pratica nel dopoguerra. Oggi un’altra decisione perentoria, spegnimento dei segnali di numerose emittenti, anche storiche e con dipendenti. Perchè? La parola d’ordine razionalizzare e sfruttare al massimo le poche risorse rimaste rimaste assegnandole a competitori nazionali. Le emittenti che a suo tempo accettarono la “rottamazione della frequenza”, hanno ricevuto un lauto compenso da parte del ministero e quindi sono uscite fuori definitivamente. Insomma una bella botta al già precario panorama televisivo locale che, a causa degli scarsi introiti, stenta ad offrire contenuti di livello tale da attrarre telespettatori e pubblicità, tranne qualche rara e sparuta eccezione. Risintonizziamo i nostri decoder TV, ormai ci siamo abituati a farlo con sempre più frequenza.

E la radio? Dal 2017, ma doveva partire già da quest’anno, arriva il DAB+ e ruberà altri canali alla televisione, avremo un suono perfetto, possibilità di scelta di più programmi, già è difficile farne uno, zero interferenze, un pò come quando si pubblicizzava il digitale terrestre, sarà così? Per il momento il sistema è partito da alcune regioni del nord e quindi si parlerà dello switch off della FM?

“Tra i due litiganti il terzo gode”, recita così un vecchio proverbio, il WEB gode infatti di ottima salute rosicchiando lo spazio che prima era di radio e televisione.



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