Breve storia del culto di Maria SS. della Stella a Barrafranca

Il culto di Maria SS. della Stella a Barrafranca (EN) è molto antico e fu introdotto dalla famiglia Barresi, principi di Pietraperzia. Nel 1529 con Matteo Barresi III l’antica “Convicino” assume il nome di Barrafranca, e viene ripopolata con l’arrivo di persone provenienti da tutti i possedimenti della famiglia Barresi, ma soprattutto da Militello Val di Catania che portarono con sé il culto di Maria SS. della Stella, già venerata nel loro paese. Questo però non esclude che già nell’antica “Convicino” non esistesse il culto, introdotto da Abbo IV Barresi quando, nel 1330 comprò l’antico feudo di “Convicino”. Con certezza sappiamo che nel 1572 la municipalità e il clero dichiarano Maria SS. della Stella compatrona, assieme a sant’Alessandro, di Barrafranca (Francesco Nicotra, Dizionario dei comuni siciliani, 1907). Grande la devozione all’antica tela raffigurante la Madonna della Stella con sant’Alessandro e san Giovanni Battista. Di antica fattura,  non si conosce la data di esecuzione, per alcuni storici probabilmente fu dipinta nel 1572, per altri esisteva già molto prima. Molte sono le storie, spesso fantasiose, della sua esecuzione: chi narra che fu portata, trovandosi di passaggio a Barrafranca, da un pescatore di Gela che l’avrebbe trovata lungo la spiaggia, arrotolata e sporca. Alcuni barresi, scoperta la tela, se ne impadronirono portandola e lasciandola nella chiesa di sant’Alessandro (così chiamata l’attuale chiesa Maria SS. della Stella). Altra tradizione vuole che fosse stata dipinta da un pittore, in cerca di lavoro, in una “ticchina” vicino alla chiesa, dove aveva ricevuto ospitalità da una donna. Dopo alcuni giorni il pittore scomparve all’improvviso. La donna vedendo il quadro e avendo riconosciuto la figura di Maria e quella di san Giovanni Battista e sant’Alessandro (anche se alcuni sostenevano che non fosse sant’Alessandro ma san Luca), già venerati a Barrafranca, decise allora di donare il quadro alla vicina chiesa. Qualunque sia la verità, quell’immagine era molto cara ai barresi, anche perché tante volte li aveva protetti: una prima volta da un’invasione di locuste che colpì non solo Barrafranca ma l’intera Sicilia dal 1689 al 1711. In quell’occasione il quadro fu portato in processione assieme al SS. Crocifisso miracoloso. Protegge di nuovo il popolo barrese sia nel 1784 sia nel 1798 da una nuova ondata di locuste.

Il popolo poté venerare l’immagine della sua compatrona fino alla notte del 19 giugno 1977 quando la tela e gli ori che la ricoprivano furono rubati, lasciando solo la mirabile cornice seicentesca, dipinta di oro e azzurro (ricopre ancora l’attuale quadro), che la incorniciava. Per quell’anno non ci fu nessuna processione, lasciando il popolo barrese nello sconforto. L’anno dopo (1978), la Commissione dell’Arte sacra Diocesana di Piazza Armerina bandisce un concorso per scegliere la nuova tela che avrebbe sostituita quella trafugata. Così su otto tele partecipanti, il 13 agosto 1978 la Commissione scelse la tela del professore GAETANO VICARI (barrese doc, stimato pittore e autore di numerose tele, presenti  nelle chiese barresi) che diventa l’attuale quadro della compatrona. Dall’08 settembre 1978 la nuova effige di Maria SS. della Stella è portata in processione dentro un’arca di legno, scolpita nel 1849 da Angelo Minoldo di Mazzarino e restaurata, alcuni anni fa, dal restauratore barrese Valentino Faraci.

Sotto: a sinistra immagine della vecchia icona della Madonna della Stella, a desta la nuova icona realizzata dal barrese GAETANO VICARI

Rita Bevilacqua

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