Come la burocrazia uccide la “musica live”? All’Enjoy Room protesta pacifica per eliminare gli ostacoli.

La band palermitana, Eagle One Tribute band U2 svolge un concerto silenzioso davanti a tanti giovani barresi. Richiesto un tavolo tecnico per adottare una buona norma di convivenza.

Una band musicale da Palermo compie un lungo viaggio per esprimere solidarietà contro una burocrazia e normativa che potrebbe limitare la presenza di band musicali in un locale di viale Signore Ritrovato. E’ diventato il luogo di ritrovo di tanti giovani barresi l’Enjoy Room, che grazie a tre giovani coraggiosi Andrea Tambè, Calogero Aleo e Luigi Malfitano, sta facendo rivivere la <<musica live>> riuscendo ad invitare diverse band del territorio regionale. “ Abbiamo sempre rispettato le regole e ci siamo modellati a diverse norme – affermano i tre giovani barresi – ma la burocrazia ci ostacola. Gli eventi che si succedono in questo luogo sono diventati anche di carattere sociale anche perché abbiamo collaborato con associazioni e trattato argomenti come la violenza sulla donna. Oltre alla presentazioni di volumi di giovani autori abbiamo allestito un luogo in cui molti giovani leggono”. In un anno, grazie a specifiche autorizzazioni rilasciate, si sono presentate nel locale diverse band musicali, anche di un certo livello, ma quello che si è consumato uno dei sabati precedenti ha dell’ incredibile: una band musicale e diversi giovani nel locale hanno tappato la propria bocca in segno di protesta come se qualcuno volesse privare di non far passare ore liete ai giovani.  E da li la band palermitana, Eagle One Tribute band U2, nonostante fosse stata retribuita, quel giorno non ha suonato ma è rimasta in silenzio alla presenza di altri giovani. Questi i componenti della band con Gero Flaibani (vocalist), Alessandro Flaibani (basso e voce), Pietro Alaimo (batteria), Davide Cusimano (chitarra). “ Abbiamo sposato la causa e deciso di appoggiarla perché la musica live è un elemento di crescita culturale ed aggregazione per tanti giovani. Per questo nonostante la presenza dei nostri strumenti non abbiamo suonato”.  Una protesta pacifica, in un territorio difficile, dove la finalità ultima non deve essere un ostacolo alla cultura e all’ aggregazione giovanile. “ Questa iniziativa silenziosa e pacifica serve a dare una scossa anche ai cittadini barresi – afferma Tambè, Aleo e Malfitano – perché la determinazione ci arriva dal fatto che la musica tiene i giovani vicino alla cultura e lontani dalla devianza giovanile. Uno sfogo che non deve essere frainteso perché si vuole puntare il dito assolutamente contro le forze dell’ordine e con gli enti preposti”. Anche un altro assiduo frequentatore, il giovane Luigi Terranova, afferma: “Non siamo delinquenti. La musica è libertà per i giovani ed è legalità nel pieno rispetto delle regole”. E’ molto probabile che ci possa essere un protocollo d’intesa tra commercianti locali e amministrazione, ma dove non sia esente  la prefettura e le forze dell’ordine affinché controllo del territorio e buona norma di convivenza possa essere da esempio nel territorio.

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