Lettera di un nostro illustre concittadino (L.D.) sulla situazione del Comune di Barrafranca

Lettera di un nostro illustre concittadino (L.D.) sulla situazione del Comune di Barrafranca

         Negata rianimazione ad un malato grave

Il comune di Barrafranca, attualmente in prognosi riservata, per la grave situazione economica contingente in cui versa manifesta gli ultimi rantoli.

Nonostante siano rimaste poche probabilità di vita si persevera nel non attuare e non propinare nessun tipo di cura.

          Tutti, dopo la tempestiva sensibilizzazione nebulizzata alla cittadinanza da attenti osservatori, ahimè esterni alla cosa pubblica barrese, sono corsi al capezzale del moribondo, come se fossero sorpresi per la notizia appresa, noncuranti del fatto che l’agonia si protraeva da diversi lustri e la malattia già era di dominio pubblico.

          Lo stuolo di competenti personaggi si aggira  con clamore attorno al capezzale, ogni sorta di atteggiamento e gesto chiede attenzione, durante l’esternazione della succosa riflessione.

          Lo schiamazzo e lo stridore la fa da padrone ognuno chiede attenzione per la nuova pozione che promette ogni rapida soluzione.

          Il tempo passa, le ore volano, ma nessuna utile ed agognata prescrizione trova collocazione.

          La folta moltitudine di dotti consiglieri, esimi dottori e luminari, con gran voce si dà da fare e chiede spazio per relazionare.

Peccato che ognuno degli astanti abbia un limite nell’agire:

– c’è chi ha una densa reticente nebbia mentale che nasconde la semplice ed unica soluzione;

– c’è chi ha un piede nella tagliola impigliato, e gira attorno alla soluzione con vincoli e stridente cincischiare non potendosi liberamente sfogare;

– c’è chi vorrebbe un sorso d’acqua, con senso di civile responsabile gesto,  alle labbra del malcapitato appropinquare, ma il dubbio che questo puro liquido possa cagionare ulteriori velenose complicazioni lo paralizza nell’agire.

           Ogni illustre personaggio, in ogni cosa eccellente e su tutto saccente, temporeggia, si crogiola, si dimena, nella propria dimensione di spazio e tempo intrappolato, noncurante del grave malato ed in presenza del pubblico elettorato che a flotte è arrivato.

           La notte in genere porta consiglio ma il consiglio già tronfo del suo agire la notte fa sfuggire ed il coma del morente non ottiene nessun nuovo ed urgente unguento che lo spinga verso l’aurora del riequilibrio economico tanto agognata. 

                                                                                                  L.D.

Previous La "torre" di Barrafranca
Next Ucsi Siracusa. Presentato un volume su Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso.