Ingiusta detenzione “Ciulla va risarcito”

Ingiusta detenzione “Ciulla va risarcito”

Bg1ir4cA. t. t.) Si conclude con un risarcimento per ingiusta detenzione che supera i 30 mila euro la vicenda di Angelo Ciulla finito in tribunale con l’accusa di tentato omicidio. L’uomo aveva scontato alcuni giorni di carcere e circa sei mesi di arresti domiciliari per i fatti a lui contestati. Ma per la Corte di Cassazione la sua fu una legittima difesa.
12 storia giudiziaria di Ciulla nasce per una lite con un vicino per un problema di confini. La lite degenerò sino a che i due si affrontarono, uno con un tondino in ferro, l’altro con la zappa. A tenere la zappa in mano era Ciulla ed a riportar alcune ferite fu il vicino. La vicenda
passò anche la Corte di appello di Caltanissetta che accolse la richiesta del difensore di Ciulla, aw. Antonio Giuseppe Bonanno, e ordinò il risarcimento. Il protagonista della vicenda si è sempre professato innocente ed era andato dai carabinieri dopo che si erano consumati i fatti, approdati in tribunale e conclusi adesso con l’assoluzione ed il risarcimento per ingiusta detenzione. La pagina giudiziaria è stata lunga e complessa, durando circa 9 anni. Dopo una prima condanna la Corte di Cassazione ha definito l’innocenza di Ciulla. Per la corte di cassazione la deposizione del vicino non sarebbe stata credibile per alcuni particolari della ricostruzione dei fatti. Sarebbe stata divergente ad esempio la posizione delle ferite che sarebbero state frontali e non di spalle. La Cassazione, su ricorso della Procura generale d’appello, ha dato ancora ragione a Ciulla condannando il ministero di Grazia e giustizia al risarcimento.

fonte la sicilia

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